Museo delle Civiltà

Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini"

  • Oggetto del mese - dicembre 2012

    Dicembre 2012

    8 dicembre 2012 | 10,00-12,30

    Il Museo per le famiglie: La ceramica precolombiana

    Laboratorio per ragazzi (dai 5 ai 12 anni)

    Un’esperienza di gioco e di conoscenza per avvicinarsi, attraverso l’osservazione e la riproduzione dei vasi maya del Museo Pigorini, alla Cultura Maya.

     

    Prenotazione obbligatoria

    Costo: 10 euro + Biglietto di ingresso al Museo con validità di 30 giorni*.

     

     

     

    9 dicembre 2012 | 11,00-12,30

    Visita guidata all’oggetto del mese

    A cura di Davide Domenici

    Dipartimento di Storia Culture Civiltà - Università di Bologna

     

    A partire dall’oggetto del mese, il piatto rituale tripode in ceramica (Cultura Maya, 600 – 900 d.C.) e la sua iconografia (figure umane e giaguaro) si rifletterà sul rapporto tra potere politico e mitologia nella cultura maya e sulle pratiche mediante le quali tale rapporto era veicolato.

     

    Costo: 3 euro + Biglietto di ingresso al Museo con validità di 30 giorni*.

     

     

     

    14 dicembre 2012 | Incontro annullato

    Incontro con l’autore

    “Un Natale buono da mangiare. Favola e ricette da favola”

    di Imma Libertino

    Presentazione del libro e degustazione di dolci a basso contenuto glicemico

    Presso il bookshop del museo

     

    Ingresso gratuito

     

     

     

    16 dicembre 2012 | 11,00-12,30

    Il Museo per le famiglie:  21 dicembre 2012: nel cerchio del Tempo

    A cura di Valeria Bellomia

    Associazione Amici del Pigorini

    Oscure profezie ci aspettano alle soglie della fatidica data scolpita dai maya sui loro monumenti. Ma qual è il suo reale significato e che cosa accadrà quel giorno? E soprattutto, che cosa c'è di vero? Scopriamolo con un viaggio nella ritualità maya, scandita sapientemente dal loro enigmatico calendario.

     

    Prenotazione obbligatoria

    Costo: 6 euro + Biglietto di ingresso al Museo con validità di 30 giorni*.

     

     

     

     

    22 dicembre 2012 | 12,00-18,00

    Mercatino di Natale

    Sconti su tutti i prodotti e presentazione di artigianato del Ghana “Ngelekazo Jewellery artists”

    Presso il bookshop del museo

     

    Ingresso gratuito

     

     

     

    22 dicembre 2012 | 15,00-17,30

    Il Museo per le famiglie: La ceramica precolombiana

    Laboratorio per ragazzi (dai 5 ai 12 anni)

    Un’esperienza di gioco e di conoscenza per avvicinarsi, attraverso l’osservazione e la riproduzione dei vasi maya del Museo Pigorini, alla cultura maya.

     

    Prenotazione obbligatoria

    Costo: 10 euro + Biglietto di ingresso al Museo con validità di 30 giorni*.

     

  • Idee migranti - I parte

    IDEE MIGRANTI

    Installazioni / performances / incontri

     

    27 ottobre – 15 dicembre 2012, I Parte

     

    La sezione “IDEE MIGRANTI” della mostra [S]oggetti migranti: dietro le cose le persone intende accogliere, nel periodo dell’esposizione (fino al 2 aprile 2013), le proposte di artisti, ricercatori, associazioni, centri di ricerca, ecc. che hanno partecipato al concorso lanciato dal Museo “Luigi Pigorini” nel luglio 2012.

     

    “IDEE MIGRANTI” è un ampliamento della mostra [S]oggetti migranti e della sua missione: aprire gli spazi museali al dialogo tra diversi attori del territorio nazionale per rafforzare la vocazione del museo ad essere contenitore e catalizzatore di multivocalità, prospettive critiche, contaminazioni di linguaggi.

     

    27 ottobre - 8 novembre 2012

     

    27 ottobre 2012 | ore 16,00-18,00

    incontro con gli artisti, ingresso gratuito

     

     

    • In the cage!!!!

      di Eleonora del Brocco

    Installazione - Soppalco Oceania

    Gabbie, gabbie come contenitori, gabbie a significare che tutto ciò che siamo è frutto della memoria storica e non… Gabbie grandi, piccole sospese, volumi che si incuneano nello spazio museale. Ogni gabbia un ricordo, una valigia, una foto, un video. Memorie di oggetti e di soggetti, sogni, speranze.

     

    • Tent_Action (Santiago del Cile 2009)

      di Elena Bellantoni

    Video-Installazione – Soppalco Oceania

    "Tent_Action" è un’azione documentata da un video. L’artista ha realizzato una casa mobile, una tenda che ha trascinato per un giorno intero sulle proprie spalle in giro per Santiago. Il paesaggio, la psico-geografia della città fatta di grandi contrasti, cambia durante la camminata: dalle zone più povere, a quelle molto ricche e fino al Palacio de La Moneda, la sede del Presidente della Repubblica Cilena, dove l’11 settembre 1973 è stato assassinato Salvator Alliende.

     

    • Buonanotte ai sognatori

      di Fabrizia Mutti

    Video-installazione – Spazio Vetrata

    "Buonanotte ai sognatori" è un progetto di videoritratti che affronta il tema del disagio, della frustrazione che deriva dalla mancanza di un lavoro e di un’identità riconosciuta. Otto persone che vivono questo problema, donne, uomini, italiani, stranieri, giovani e meno giovani si raccontano davanti alla telecamera usando una identità fasulla. Ognuno di loro veste i panni di un personaggio che vive la vita che avrebbe voluto vivere e che non ha mai realizzato, ci parla del lavoro sognato da ragazzo, magari prima di emigrare in Italia.

     

    • Diversità

      di Simona Piccolini

    Esposizione Fotografica - Spazio Vetrata

    Immagini raffiguranti la molteplicità degli aspetti umani. Le fotografie scattate in più parti del mondo, in un tentativo di raccontare la biodiversità culturale e le relazioni umane espresse e vissute in ciò che è definito “patrimonio culturale immateriale”. Atteggiamenti individuali o di gruppo durante cerimonie religiose; relazioni fra persone e fra uomini e animali; identità culturali; modi di esprimersi, di lavorare, di viaggiare e di fare arte…

     

    • SguardInIndia

      di Francesca Cocco e Patrizia Santangeli

    Installazione - Spazio Vetrata

    "SguardiInIndia" presenta fotografie e opere pittoriche di Francesca Cocco e il documentario VISIT INDIA di Patrizia Santangeli. Il lavoro è uno spaccato di una delle realtà migranti del Sud Pontino, la comunità indiana di religione sikh. Una collettività accogliente e fiera, locale e transnazionale al contempo, che accoglie e conquista il visitatore tanto da renderlo protagonista di un meraviglioso percorso conoscitivo. Un viaggio in una piccola India al centro dell’Italia, che racconta di donne, uomini e bambini che non dimenticano la loro terra e la loro cultura d’origine.

     

    27 ottobre 2012

     

    • VISIT INDIA

      regia di Patrizia Santangeli

    Documentario – Sala Conferenze

    (2011, Italia, 57’)

    Un viaggio attraverso una piccola India che vive intorno a Sabaudia, cento chilometri a sud di Roma. Migliaia di indiani sikh, esclusi i clandestini, uniti dalla religione e da una cultura che accoglie con semplicità ogni straniero.

     

    27 ottobre 2012 | ore 17:00 | ingresso gratuito

     

    10 novembre 2012

     

    • Home and Identity.

      Rifugiati somali a Damasco

      di Veronica Ferreri

    Incontro – Sala Conferenze

    La comunità somala in Siria si concentra a Damasco e, secondo l'UNHCR, rappresenta il secondo più grande gruppo di rifugiati dopo gli iracheni. Se i primi flussi migratori somali che hanno toccato la Siria risalgono al 2000, con l'arrivo di studenti universitari, tra il 2005 e il 2007 il paese assiste a un ulteriore esodo che ha coinvolto per lo più donne con i propri figli. Partendo dalla legge siriana in materia di immigrazione, si analizzeranno le difficoltà affrontate da queste donne sia nel loro ruolo di rifugiate sia di madri sole, lasciando spazio alle loro esperienze di vita durante le interviste. L’incontro è basato sul fieldwork condotto a Damasco, Siria, tra febbraio e giugno 2010.

     

    10 novembre 2012 | ore 17:00 | ingresso gratuito

     

    14-27 novembre 2012

     

    • MÚ-TA-MÈN-TI

      di Elena Pinzuti

    Installazione – Spazio Vetrata

    L’installazione nasce dalla mia esperienza di migrante non principalmente nell’aspetto esterno e misurabile di spostamento da un luogo ad un altro luogo,ma nel senso più interno di continua tensione dell’io: “Qualunque cosa tu dica o faccia c’è un grido dentro: non è per questo, non è per questo! E così tutto rimanda ad una segreta domanda: l’atto è un pretesto”… (C. Rebora, “Sacchi a terra per gli occhi“, Poesie Garzanti).

    Tensione che è un uscire fuori, un cercare sé, che è la condizione esodale di tutti gli uomini e che nel corpo ha la sua più drammatica e originaria espressione.

     

     

    • βίος

      di Giuseppe Graziosi

    Installazione - Spazio Vetrata

    Questo lavoro vuole essere un omaggio alla vita, nel senso biologico del termine. Questi piccoli “esseri”, creati dall’unione dei mondi minerali vegetali e animali, sono pronti a volare e a spostarsi nel Mondo, nello spazio, alla ricerca del sole, dell’acqua, della terra dove nidificare e riprodursi. Provengono dalle tombe dei popoli precolombiani o svincolati da alcuni feticci custoditi gelosamente dagli Asmat. Seppur fissi e inanimati comunicano e suggeriscono forza vitale. Si possono immaginare in volo, spinti dalle correnti, leggeri nel loro peso di porfido e legno.

    Il piumaggio variopinto li aiuterà a scacciare il maligno, come spauracchi apotropaici porteranno con se la bontà dei culti da cui provengono. Intrappolati nel mondo inanimato delle cose, comunicheranno con i reperti loro affini. Mescolati alle raccolte tribali ne completeranno il percorso, riportando nella contemporaneità, il linguaggio nascosto nei manufatti, “testimonianze culturali” ora docili ora agguerrite, come figlie discendenti dirette della razza umana.

     

     

    • La Memoria nel Migrare

      di Claudia Bellocchi

    Installazione – Soppalco Oceania

    Se il fenomeno migratorio, nel corso dei secoli si è andato trasformando negli aspetti geopolitici, la Memoria è l’elemento che accompagna tutti i migranti in ogni epoca. Indissolubilmente legato al fenomeno migratorio, è lo sradicamento: non importa da dove si parte o dove si arriva, il sentimento è lo stesso. È dunque nella Memoria che si attiva il processo attraverso il quale il migrante si integra nella nuova realtà, non perdendo la propria identità. Viceversa, collassando nella Memoria, il migrante rimane imprigionato all’epoca in cui viveva ancora nel paese di origine. Memoria e nostalgia: sentimento struggente o rifugio per ricomporre un mosaico personale, un’immagine presente che sintetizza in sé passato e futuro.

     

    • S(h)omewhere

      di Ovidiu Leuce

    Wall-Collage - Soppalco Oceania

    Un wall-collage che sollecita l’attenzione e invita lo spettatore alla riflessione. Un “montaggio delle attrazioni”: immagini accumulate negli archivi personali, foto di famiglia o immagini prese dai media in maniera “random”. L’idea è di mettere in scena una possibile storia collettiva con il sostegno di elementi autobiografici, ricordi, sentimenti, sensazioni della storia personale come in una sorta di diario visivo. La migrazione, vissuta personalmente dall’artista, nato in Romania e residente a Roma, implica l’idea di frammentazione e fluidità, di collegamento con l’alterità, con gli altri spazi sociali e psicologici, fondamentali nella comprensione della condizione postmoderna.

     

    17 novembre 2012

     

    • Le percussioni e la Danza dell’Isola di Gorée

      di Abdoulaye Kande e Gruppo musicale e

      la scuola Africa Djambe

    Concerto e danze – Sala Conferenze

    Un evento musicale di percussioni e danze dell’Africa Occidentale, in particolare dell’isola di Gorée del Senegal. L'isola di Gorée è patrimonio dell'Umanità Unesco in quanto eletta simbolo del triste capitolo dell'Umanità che è stato la Tratta degli Schiavi. Sull’Isola, a testimonianza di tale sciagura, vi è la Maison des Esclaves, dove venivano tenuti prigionieri gli schiavi provenienti da numerosi paesi dell’Africa Occidentale per poi essere tratti nel Nuovo Continente. In tale triste frangente, la musica e i canti rappresentavano una delle poche modalità di comunicazione che i membri di una stessa famiglia, di uno stesso villaggio avevano per riconoscersi in una moltitudine di persone con simile e triste destino. Il gruppo Africa Djembe è stato fondato presso l'Isola di Gorée da Abdoulaye Knade che attraverso la musica, la danza e i canti tradizionali ha voluto dare una spinta di rinnovamento e di dialogo tra culture in memoria degli eventi storici dell'isola, ma anche al fine di guardare al futuro con fiducia. Presso l'Isola si tiene, inoltre, ogni anno il Gorée Diaspora Festival, dove l'Isola si fa cornice e contenitore per dibattiti, espressioni artistiche, riflessioni da parte di associazioni ed esponenti di organismi di numerosi paesi africani e latino americani che riflettono sulle conseguenze della Diaspora africana.

     

    17 novembre 2012 | ore 17:00 | ingresso gratuito

     

    24 novembre 2012

     

    • Nostro figlio è nato

      di Alessandro Ghebreigziabiher e Cecilia Moreschi

      (Il dono della diversità – Laboratorio di teatro narrazione)

    Spettacolo di teatro narrazione – Sala conferenze

    Progetto nato alla fine del 2009, quando gli autori pubblicano questo bando: Cercasi notizie: conoscete un fatto che pensate sia stato involontariamente o consapevolmente ignorato dai media?

    Pronti ad accogliere e trasformare in uno spettacolo fatti di assoluto livello internazionale, Alessandro Ghebreigziabiher  e Cecilia Moreschi ricevono molte segnalazioni, ma la seguente – inviata per email dalla protagonista in persona della vicenda – è quella scelta: “Mi chiamo Rukia, sono irachena vivo a Parigi. Oggi, dieci luglio 2009, è nato mio figlio Hani. Anzi, nostro figlio. Mio e di Hash. Questa è per me la notizia ignorata dai media...”.

    Nostro figlio è nato è il racconto e di Rukia, Hash e Hani. La vicenda si svolge tra l'Iraq e la Francia, con in mezzo un inevitabile viaggio e una nuova vita all'orizzonte.

     

    24 novembre 2012 | ore 17:00 | ingresso gratuito

     

    1-15 dicembre 2012

     

    • Crossing Bodies - Immaginari Postcoloniali

      a cura di Routes Agency, Cura of Contemporary Arts

    Installazione - Spazio Vetrata

    Crossing Bodies – Immaginari postcoloniali si situa tra gli immaginari prodotti dalle e sulle migrazioni contemporanee in un’ottica postcoloniale, con uno sguardo critico sulle visioni stereotipate e retoriche che a volte ne caratterizzano lo studio e le rappresentazioni.

    Crossing Bodies – Immaginari postcoloniali si fonda su una prospettiva legata alla presa di coscienza che la nostra stessa identità, come Europei e come Italiani, è un’identità radicalmente migrante, per la sua storia e per gli immaginari che questa storia ha generato. L’evento si pone nell’ottica di riaprire il racconto del passato, della storia e delle memorie, alla luce di un presente abitato dall’alterità, per far emergere altri modi di raccontare e punti di vista spesso oscurati, per far ritornare il rimosso su cui si fonda la nostra cultura.

    Crossing Bodies – Immaginari postcoloniali prevede diversi interventi organici tra loro: la mostra fotografica di Mauricio Lupini dal titolo Observing Ethnography; una performance di danza contemporanea della formazione indipendente MK; un’opera relazionale dell’artista curatore Massimiliano Di Franca che coinvolge l’artista Jimmie Durham, la ricercatrice Susanne Franco e l’antropologo Tarek Elahik; una rassegna video di artisti italiani e internazionali quali: Zineb Sedira, Isaac Julien, Marco Baroncelli e Enzo Orlandi, Adelita Husni-Bey, Laurent Grasso, Lida Abdul; un talk con l’artista Fiamma Montezemolo, gli studiosi Iain Chambers e Lidia Curti in cui verrà presentato in anteprima nazionale il video Traces di Fiamma Montezemolo.

    Il progetto è realizzato in partnership con MeLa - European Museums in an age of migrations.

     

      Observing Ethnography

      di Mauricio Lupini, a cura di Routes Agency

    Installazione - Spazio Vetrata

    Mauricio Lupini è un’artista venezuelano il cui lavoro problematizza gli immaginari modernisti rispetto alle tematiche legate all’identità, alla visione coloniale, all’etnografia vista in chiave museale. Observing Ethnography comprende una serie di fotografie scattate tra 1996 e 1997 al Museo Pigorini, che sezionano il displaying museale del tempo mostrandone le cadute esotiste e la visione ancora legata a un museo etnografico occidentale non attraversato dalle nuove teorie post coloniali.

     

      Spazi vocali

      opera relazionale di Massimiliano Di Franca, a cura di

      Routes Agency

    Installazione - Spazio Vetrata

    Massimiliano Di Franca è curatore e artista la cui ricerca investe i campi della public art e dell’estetica relazionale. Spazi vocali, ideato appositamente per il Museo Pigorini, prevede l’intervento di alcuni studiosi di fama internazionale tra cui l’artista Jimmie Durham e l’antropologo Tarek Elahik. È stato chiesto loro un contributo, costituito da una traccia audio e da un’immagine, legato a una riflessione sul concetto di migrazione e diaspora. Il pubblico, dopo aver ascoltato i tre contributi, potrà registrare il proprio commento. Le riflessioni e i feedback del pubblico incideranno insieme un nuovo testo e scriveranno così una nuova traccia audio.

    Sarà possibile partecipare all’opera Spazi vocali nelle seguenti date: 1 dicembre, 6 dicembre, 15 dicembre.

     

    • La memoria del mare. Oggetti migranti nel Mediterraneo

      di Anna Chiara Cimoli

    Installazione – Soppalco Oceania

    Una serie di fotografie documentano la natura della collezione del “Museo della Memoria del Mare” di Zarzis (Tunisia). Parallelamente, in forma di dialogo con le fotografie, il documentario Sacrées bouteilles (26’, 2004), del regista tunisino Fitouri Belhiba, dedicato al Museo della Memoria del Mare di Mohsen Lihidheb.

     

    • Il colore indaco

      di Francesca Ceci e Fation Nure

    Installazione – Soppalco Oceania

    Il colore indaco è un dialogo inespresso tra un uomo e una donna che, per motivi opposti, si trovano a condividere lo stesso spazio angusto all’interno di un centro di accoglienza. Elaborano riflessioni lontane l’una dall’altro per poi ritrovarsi, senza rendersene conto, uniti da un vincolo inaspettato che li sorprende.

     

    1 dicembre 2012

     

    • Intorno al Museo della Memoria del Mare

      Seminario

    Soppalco Oceania - Installazione “La memoria del mare”

    Intervengono: Alessandro Brasile, fotografo; Gabriele Del Grande, giornalista, blogger di Fortress europe. Coordina Anna Chiara Cimoli, MeLa Project, Politecnico di Milano

     

     

    • Traces

      di Fiamma Montezemolo

    Video – Sala conferenze

    Talk e presentazione in anteprima mondiale del video di Fiamma Montezemolo (2012)

    A cura di Routes Agency

     

    Al talk interverranno Fiamma Montezemolo artista e antropologa italiana, vive e lavora a San Francisco dove è docente alla Berkeley University; Iain Chambers antropologo e sociologo fondatore del Centro per gli studi Postcoloniali all’Università “L’Orientale” di Napoli; Lidia Curti, professore onorario all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”; Viviana Gravano, Storica e curatrice d’arte contemporanea  e Giulia Grechi, Antropologa visuale e sociologa della comunicazione di Routes Agency. Nel video Traces l’artista riprende un tema centrale nel suo lavoro: la frontiera tra Messico e USA.

     

    1 dicembre 2012 | ore 16:00 | ingresso gratuito

     

    6 dicembre 2012

     

    • Danze coloniali

      Performance di danza contemporanea della formazione indipendente MK, a cura di Routes Agency

    Gli MK realizzeranno una performance in site-specific all’interno degli spazi del Museo Pigorini. La performance sarà legata alla loro produzione di Danze coloniali, racconti coreografici che ironizzano e criticizzano la posizione dell’attuale turista occidentale che conferma modelli coloniali. Le Danze coloniali operano nella costruzione di uno spazio reale dove mettere in potenza, il più possibile, episodi di indagine sull’incontro e la distanza tra i corpi, partendo dall’assunto che ciò che è distante è “sempre vicino a qualcos’altro”.

     

    6 dicembre 2012 | ore 17:00 | ingresso gratuito

     

    15 dicembre 2012

     

    15 dicembre 2012 | ore 16:30 | ingresso gratuito

     

    • Rassegna video di artisti italiani e internazionali

    a cura di Routes Agency

    Video - Sala Conferenze

    Presentano la rassegna Paola Bommarito, Rossana Macaluso e Laura Estrada Prada di Routes Agency.

     

    Zineb Sedira, MiddleSea, 2008, 16’

    MiddleSea è una sorta di attraversamento onirico, quasi mitico, della nave che unisce le due coste nord africana e francese, viene visto attraverso gli occhi di un viaggiatore che non si capisce dove va e dove torna

     

    Isaac Julien, Western Union: Small Boats, 2007, 18’

    Western Union: Small Boats racconta le storie di chi attraversa da “clandestino” quel tratto di mare che connette il nord dell’Africa alla Sicilia e le sue isole quali Lampedusa. Si costruisce una storia di corpi che da sempre si sfiorano, si mescolano e si contaminano da un lato e dall’altro di un mare trasformato in una linea di confine.

     

    Marco Baroncelli e Enzo Orlandi, Parole crociate, 2001, 15’

    In Parole crociate le immagini tratte da diversi archivi italiani che ritraggono emigranti italiani all’estero da inizio XX secolo agli anni ’60 e ’80, sono accompagnate da frasi che potrebbero essere state pronunciate dalle stesse persone ritratte e invece sono frutto di interviste e incontri con immigrati stranieri in Italia fermati in strada.

     

    Adelita Husni-Bey, Gestures of Labour, 2009, 5’39’’

    Gestures of Labour è un video senza audio girato nel 2009 nei “Kampung” di Jakarta. Ampie aree urbane occupate da nuovi migranti che costituiscono piccole cooperative informali per far fronte a esigenze di prima necessità, quali lavoro, casa e istruzione.

     

    Laurent Grasso, The Baterías Project, The Silent Movie, 2010, 25’

    The Silent Movie, prodotto per Manifesta 9 tenuta nel sud della Spagna, è un video girato a Cartagena, città affacciata come una grande fortezza sul Mediterraneo. Tale fortezza rappresenta le paure europee per le invasioni dal mare. Il video evoca il silenzio della clandestinità che non può manifestarsi per non essere scoperta donando un senso di sospensione e attesa.

     

    Lida Abdul, What We Have Overlooked, 2011, durata 3’44’’

    Il video, prodotto per Documenta 13, esamina la relazione tra l’individuo e i simboli astratti dell’ideologia nazionalista in essi racchiusi. Un uomo tiene in mano una bandiera mentre avanza in un lago fino a farsi totalmente sommergere dall’acqua. Attraverso un gioco di prossimità e distanza crea una metafora dei sentimenti di orgoglio e preoccupazione cui è soggetto il popolo afgano.

     

    Il programma della rassegna video potrà subire delle leggere variazioni.

     

    In occasione dell’evento sarà possibile visitare la mostra fotografica Osservare l’etnografia di Mauricio Lupini e partecipare all’opera relazionale Spazi vocali di Massimiliano Di Franca.

     

     

    15 dicembre 2012 | ore 17:30 | ingresso gratuto

     

    • Io Juliette Io pulizie

      Laboratorio  Teatrale Interculturale EDA CTP Vicenza

      Ovest

    Spettacolo Teatrale | Spazi museali

    Lo spettacolo Io Juliette Io Pulizie è ambientato nella città di Verona, protagonisti una squadra di addetti alle pulizie  che vogliono raccontare la storia di Romeo e Giulietta ad una nuova compagna di lavoro, che non la conosce. Nel corso della narrazione i temi universali presenti nell'opera originale shakespeariana (amore, odio, guerra, morte, pace), sono filtrati e rivisti in chiave attuale dai personaggi (interpretati da corsisti provenienti da 7 diversi paesi) in scena.

  • Presentazione di libri - 8 dicembre 2012

    Presentazione di libri

     

     

    8 dicembre 2012, ore 10,00-13,00

     

    Sala Conferenze

     

    La casa editrice Cisu - Centro d'informazione e stampa universitaria presenta alcune novità librarie nel settore dell'antropologia e dell'archeologia.

     

     

     

    Paul Willis, Scegliere la fabbrica

     

    Il testo, pubblicato nel 1977, tradotto in dieci lingue e curato nell’edizione italiana da Alessandro Simonicca, docente presso la “Sapienza” Università di Roma, è un incrocio fra studi sull’educazione, teoria sociale, studi psicologici, teoria politica, antropologia sociale e metodologia della ricerca.

    La tesi, che il volume esplicitamente enuncia sin dalle primissime battute, appare paradossale: i giovani figli degli operai non sono costretti a diventare operai, ma lo “scelgono”. Il nesso è dirimente: Willis è consapevole che le tesi più accreditate del tempo si schieravano a favore dell’idea che la scuola fosse un sistema diretto di selezione di classe e luogo di riproduzione dell’ingiustizia sociale.

     

    Paul Willis è un sociologo britannico, noto per gli studi di sociologia ed etnografia culturale. Tra gli anni Settanta e Ottanta ha svolto ricerche nel campo della sociologia, dell’antropologia e dell’educazione, mettendo in risalto i problemi derivanti dalla cultura del consumo e dalla socializzazione.

     

     

     

    Maria Minicuci, Politica e Politiche

     

    Il volume presenta una ricerca di lunga durata a Scanzano Jonico, paese nato al seguito della riforma agraria degli anni Cinquanta, salito alla ribalta delle cronache per la tenace, civile e pacifica opposizione al decreto del 2003 che lo individuava come il sito in cui sotterrare le scorie nucleari. Le analisi compiute in quella circostanza mostravano ammirazione e stupore per il fatto che un paese di poco meno di settecento abitanti fosse stato capace di vincere una battaglia per la salvaguardia del proprio territorio. Lo stupore appare meno giustificato se si considera, quanto il libro cerca di fare, non solo l’evento ma la storia pregressa di un luogo investito da processi complessi, in cui sono confluite con la riforma migliaia di persone, provenienti da oltre cento paesi diversi di cinque regioni del Sud, che hanno realizzato con enormi sacrifici quella che viene definita, assieme ad altri paesi della fascia metapontina, la California del Sud.

     

    Maria Minicuci, professore ordinario di Etnologia delle culture mediterranee presso la “Sapienza” Università di Roma, ha studiato per anni le strutture della parentela e le strategie matrimoniali su cui ha scritto diversi saggi e due libri (Le strategie matrimoniali in una comunità calabrese, 1981; Qui e altrove. Famiglie di Calabria e di Argentina, 1989), oltre che curare un volume monografico per la rivista L’Uomo dedicato a tali tematiche.

     

     

     

    Anna Maria Reggiani, L’Aquila. Una storia interrotta

     

    I terremoti non comportano solo dinamiche di conservazione, ripristino o abbandono, essi possono avere implicazioni di natura politica e sociale, come il sisma che ha devastato L’Aquila il 6 aprile 2009 ha dimostrato. Da questo parte la testimonianza di Anna Maria Reggiani, vissuta in prima persona di fronte a una tragedia resa ancora più grave dalla lentezza dell’avvio dell’attività di ricostruzione. Nel libro sono ripercorse le vicende legate all’esperienza del sisma in collegamento con le problematiche della prevenzione e relativi meccanismi di rimozione, sullo sfondo della speranza, mai sopita, di un ritorno alla normalità, in quell’equilibrio fra cittadini e monumenti, che rende vitale la città.

     

    Anna Maria Reggiani, archeologa, già Direttore Regionale per l’Abruzzo, ha vissuto in prima persona tutte le drammatiche fasi del terremoto del 6 aprile 2009. Per la sua attività di salvataggio delle opere d’arte ha ricevuto il Premio Rotondi, nel settembre del 2010. Docente a contratto presso l’Università G. D’Annunzio di Chieti-Pescara, insegna: “Legislazione dei Beni Culturali”. I suoi interessi vertono sui temi dell’innovazione e gestione dei beni culturali, con studi sul ruolo del Museo nella società moderna. Ha dedicato numerose pubblicazioni specialistiche alle varie tematiche archeologiche affrontate nel corso della sua carriera.

     

     

     

     

    Elvira Stefania Tiberini, Annie e le altre. Artiste Contemporanee di Cape Dorset

    (presentazione-preview con proiezione del video allegato al volume)

     

    Questo lavoro vuole essere un omaggio alle donne inuit che hanno risposto con coraggio alle sfide dell’habitat, della sottovalutazione sociale e  dell’esposizione al nuovo, straniante habitat urbano.

    Nello scenario generale connotato fino a ieri dalla diminutio nella valutazione delle opere d’arte femminile l’esempio inuit si iscrive come un caso a parte. Nella produzione e nei mercati dell’arte contemporanea inuit, infatti, le donne hanno individuato il terreno di una indiscutibile rivalsa: l’exploit delle artiste ha disvelato una loro una decisa volontà di affermazione e la capacità, significativamente connotata in termini di gender, di mediare sapientemente, nei temi iconografici, tra memorie del passato ed esperienze del presente.

    Annie e le altre non hanno fortunatamente sofferto della diminutio riservata alle artiste occidentali, né della consueta discriminazione di gender. La loro arte è subito stata arte a pieno titolo, sorretta, nell’escalation del suo riconoscimento, dall’impegno di donne e Associazioni dirette da donne che ne hanno amplificato le coordinate di gender.

     

    Elvira Stefania Tiberini insegna Etnologia dell’America presso la “Sapienza” Università di Roma. Attualmente conduce ricerche etnografiche nei distretti nativi dell’Artico e del Nord e Sud Ovest statunitensi e nell’ambito dell’antropologia dell’arte.

    Fra le sue opere: Senza Riserve. Etnologia del Nord America (1999), La vita nelle mani. Arte e società in Haida Gwaii (2003), Black Inc. (2007), Treat or Trick? San Nicola Santa Claus Halloween (2008) e Women in Charge. Artiste inuit contemporanee | Contemporary Inuit Women Artists | Artistes Inuit Contemporaines (2011).

     

     

     

    AA.VV., Pietro Clemente

     

    L’idea del volume per i settanta anni di Pietro Clemente non è di mettere insieme un lavoro su di lui, ma un lavoro su temi che in qualche modo siano vicini ai temi trattati da lui; una raccolta di idee a partire dall’incrocio fra gli interessi di Pietro e gli interessi di ognuno di noi.

    L’iniziativa presentava subito un problema: chi invitare a scrivere? Si è partiti da un elenco di circa trenta persone, poi sono diventate quaranta, cinquanta, sessanta, settanta, ma poi abbiamo visto bene di chiudere. Delle settanta persone invitate cinque, per ragioni varie non hanno risposto. Dunque, troverete sessantacinque interventi. Sessantasei con quello dell’editore. I criteri di “selezione” sono stati semplici e per così dire hanno cercato di rispondere al lavoro e allo stile di Pietro: non troppi universitari, senza badare a ruoli ed età, alcuni allievi, di allora e di oggi, molti colleghi antropologi che lavorano nei musei e in altre strutture sul territorio, una qualche rappresentanza dei territori dove Pietro ha più intensamente lavorato.

     

  • Giornata internazionale dei diritti delle persone con disabilità - 3 dicembre 2012

    GIORNATA INTERNAZIONALE DEI DIRITTI

    DELLE PERSONE CON DISABILITA’

    “Incontri in Museo”

    Il Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”:

    storia e collezioni

     

    lunedì 3 dicembre 2012, ore 15,00 – 18,00

    Prenotazione obbligatoria presso la sezione provinciale ENS di Roma:

     

  • [S]oggetti migranti: rassegna video

    [S]oggetti migranti: dietro le cose le persone

     

    Rassegna video

     

     

    1 dicembre 2012, ore 18,00

     

    Sala Conferenze

     

    Proiezione del documentario

     

    Aulò

    di Simone Brioni, Graziano Chiscuzzu, Ermanno Guida

     

     

    Con: Ribka Sibhatu, Sara Moyret, Ermanno Guida.

    Soggetto/Sceneggiatura: Simone Brioni, Ribka Sibhatu.

    Fotografia: Edoardo Rebecchi, Graziano Chiscuzzu.

    Montaggio: Ermanno Guida.

    Musica: Edoardo Chiaf.

    Produzione: Redigital.

     

    Sinopsi

     

     

     

  • “SHAKTI MARGA” - 13 ottobre 2012

    Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini

     

    “SHAKTI MARGA”

    dee e donne dalle danze sacre dell’India del sud

     

    CONFERENZA – SPETTACOLO

     

    13 ottobre 2012, ore 16.00

     

     

    “Il mondo nasce da Te;

    Tu sola lo proteggi

    e quando viene la fine dei tempi

    in Te si riassorbe”

    (Karpuradi-Stotra)

     

     

    Conferenza a cura di

    Serena Autiero

    Associazione Culturale Vidyā – Arti e culture dell'Asia

     

    Danza Classica Indiana stile Bharatanatyam

    Marialuisa Sales

    Associazione Nazionale Danze Antiche

     

    Danza Classica Indiana stile Kuchipudi

    Marzia Colitti

    Accademia Nazionale di Danza di Roma

     

    In collaborazione con l'Ufficio Cultura del Municipio XII EUR.

     

    Evento promosso dal progetto “Danzare d'Amore Teatro Danza e Danze Etniche” di Roberta Parravano.

     

    Lakshmi, Sarasvati, Uma, Parvati, Durga, Kali, Annapurna tanti nomi diversi per altrettante espressioni della Devi, manifestazioni di una femminilità dalle tante forme. In India la Devi gode di un vastissimo culto, diffuso trasversalmente nella società da Nord a Sud.

     

    La donna, la Dea è nella religiosità indiana Shakti, l’energia primordiale e la potenza divina. La Shakti rappresenta la forza dinamica che pervade l’intero universo, è la personificazione del potere creativo femminile e del continuo cambiamento dinamico del cosmo, sia quando è adorata come Essere Supremo, sia quando è Parvati o Lakshmi, paredra di Shiva o Vishnu.

     

    La Shakti è la sorgente di tutto, l'origine del mondo fenomenico, ma anche del piano cosciente e della sua creazione. Senza la Shakti gli dei sono morti, inattivi, sconosciuti, inesistenti, non operanti.

    Quest’importanza della Devi nel culto indiano si riflette nell’arte, non solo come iconografia della Devi stessa, ma anche nel trattamento della figura femminile in generale, che popola con tutta la grazia e la voluttà del corpo il microcosmo scultoreo dei templi indiani. È attraverso l’analisi di alcuni esempi di rappresentazioni della donna e della dea nell’arte indiana che si realizzerà un viaggio nelle tante espressioni femminili del sacro. Un’attenzione particolare sarà dedicata ai culti femminili nei templi dell’India del sud in cui la gestualità delle sculture era vivificata nel dono della propria arte da parte delle danzatrici.

     

    La potenza di questa tradizione rivive nello spazio del Museo "Luigi Pigorini" con una ricca dimostrazione di danza classica dei templi dell'India del sud, negli stili Kuchipudi e Bharata Natyam, sul tema dei culti femminili. Lo spettacolo presenta danze dedicate alle principali espressioni femminili del sacro – preceduti dai  brani tradizionali dedicati al dio Ganesh – e si conclude con l’estratto dall’atto I, scena II, dell’opera classica telugu Bhamakalapam, gioiello tra le composizioni di Siddhendra Yogi (XIV sec. ca.).

     

  • XXII Settimana della Cultura Scientifica - 15-21 ottobre 2012

     

     

    Una mattina tra i nostri antenati

     

    Laboratori e visite guidate gratuite per scuole di ogni ordine e grado

     

     

     

    Info e prenotazioni: I laboratori sono gratuiti. Prenotazione obbligatoria ai numeri 0654952257 - 3476496217 (lun-ven 9:00-15:30)

     

     

    Programma

     

    1. Visita interattiva all'esposizione "Homo: la storia naturale" del Museo "Luigi Pigorini" integrata da attività laboratoriali hands-on lungo il suo percorso.

     

    Temi della visita: il posto dell’uomo nella natura; metodiche e finalità della  paleoantropologia; ricostruzione del cespuglio evolutivo dell’uomo.

     

    Attività laboratoriali nel corso della visita: analisi e comparazione di crani umani e di altri primati; analisi e classificazione di crani di ominidi fossili, analisi interpretative delle antiche impronte di Laetoli che testimoniano l’andatura bipede dei nostri lontani parenti Australopithecus.

     

    Calendario: giovedì 18 e venerdì 19 ottobre ore 9,00-10,30 e 11,30- 13,00.

     

     

    2. Laboratorio di antropologia scheletrica: interroghiamo lo scheletro di un antico romano.

     

    Attività proposte nel laboratorio di antropologia scheletrica:

     

    Calendario: martedì 16 ottobre e giovedì 18 ottobre ore 9,00-10,30 e 11,30- 13,00.

     

    Tutte le attività didattiche proposte in questa iniziativa sono state ideate, sperimentate e validate nell’ambito dei progetti per la “diffusione della cultura scientifica” realizzati negli ultimi anni dal Museo Pigorini e co-finanziati dal MIUR.

     

  • Giornata mondiale dell'alimentazione - 16 ottobre 2012

    Giornata mondiale dell'alimentazione

     

    16 ottobre 2012, ore 9,30

     

    Appuntamento presso la biglietteria del Museo. Visita guidata gratuita con pagamento del biglietto di ingresso al Museo.

     

    Nelle celebrazioni ufficiali italiane per la Giornata Mondiale dell’Alimentazione 2012 il Museo "Luigi Pigorini" partecipa con una visita guidata alla Sezione di Preistoria: Mangiare in antico tra carestie e malattie, a cura di Gaspare Baggieri e Mario Amore.

     

    Si affronteranno i temi dell'evoluzione della dieta, del cibo in antico e le sue ripercussioni nelle dentature e nelle ossa dei nostri antenati, fino ad arrivare alle diete raffinate, ai cambiamenti culturali nell'alimentazione del medioevo e del post-rinascimento.

  • [S]oggetti migranti: rassegna film - 20 ottobre 2012

    [S]oggetti migranti: dietro le cose le persone

     

    Rassegna video

     

     

    20 ottobre 2012, ore 17,00

     

    Sala Conferenze

     

    Proiezione del film

     

    Ainom

    di Mario Garofalo e Lorenzo Ceva Valla

     

    Saranno presenti in Sala i registi Mario Garofalo e Lorenzo Ceva Valla e l’attrice protagonista del film Lula Teclehaimanot.

     

     

    Con Lula Teclehaimanot, Enrico Olocco, Carlo Deprati, Alice Bachi, Ivan Alovisio

    Prodotto da: Apropositodifilm.com

    Regia e montaggio: Lorenzo Ceva Valla e Mario Garofalo

    Sceneggiatura: Daria Pratesi e Mario Garofalo

    Costumi: Giacomo Zanardelli

    Scenografia: Mara Ratti

    Fotografia: Lorenzo Ceva Valla

    Postproduzione audio Oscar Bonomi

    Musica Alessandro Cerino

    Produzione Apropositodifilm.com

    in collaborazione con Associazione Victor con il sostegno di Fondazione CRT (progetto Lumière)Postproduzione audio: Oscar Bonomi

    Musica: Alessandro Cerino

    Produzione: Apropositodifilm.com, con la collaborazione di Associazione Victor, con un sostegno ottenuto per la produzione da Fondazione CRT Progetto Lumière e per la postproduzione da Film Commission Torino Piemonte, Cinecittà Luce e Square Post-production

    Italia 2011- Colore - 90 min.

    Genere: Drammatico/Suspence

  • Giornata europee del Patrimonio - 29 settembre 2012

    29-30 SETTEMBRE: GIORNATE EUROPEE DEL PATRIMONIO

    Entrata gratuita nei luoghi della cultura statale con oltre 1450 eventi a tema

     

    Avvicinare i cittadini europei alla ricchezza e alla diversità culturale dell’Europa, favorire una tolleranza che superi le frontiere nazionali, sensibilizzare il grande pubblico e il mondo politico alla necessità di proteggere il patrimonio storico artistico.

    Con questi obiettivi si celebrano, anche quest’anno in 49 Stati Europei, le Giornate Europee del Patrimonio, che in Italia avranno luogo il 29 e il 30 settembre, con lo slogan: “L’Italia tesoro d’Europa”.

    A questa grande festa europea, il MiBAC partecipa con oltre 1450 appuntamenti, organizzati nei luoghi della cultura statali (musei, aree archeologiche, archivi e biblioteche) che, per l’occasione, apriranno gratuitamente al pubblico, ad eccezione del Colosseo e del Foro Romano che offriranno l’ingresso a metà prezzo.

    Le Gep nascono per l’azione congiunta del Consiglio d’Europa e della Commissione europea, con lo scopo primario di avvicinare i cittadini europei ad una migliore e reciproca comprensione, attraverso l’organizzazione di manifestazioni culturali che mettano in luce il saper fare, le tradizioni locali, l’architettura e gli oggetti d’arte, ma anche la presentazione di beni culturali inediti e l’apertura straordinaria di edifici storici.

    Quest’anno le Giornate Europee del Patrimonio vedranno inoltre la partecipazione del Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, delle Regioni e Province autonome e del Fondo Edifici di Culto che offriranno al pubblico la possibilità di accedere gratuitamente ai loro siti di pregio storico-artistico.

     

    Il programma completo della manifestazione su www.beniculturali.it/gep2012

     

    Il Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" partecipa, nella sola giornata del 29 settembre (le domeniche e i festivi il museo è chiuso) con due iniziative:

     

    Sabato 29 settembre 2012

    ore 11:00 - 13:00

     

     

    [S]oggetti migranti per l’Europa: dalla mostra all’evento

     

    All’indomani dell’inaugurazione della mostra [S]oggetti migranti (20 settembre 2012 – 2 aprile 2013), il gruppo di lavoro del progetto europeo READ-ME 2 (Réseau européen des Associations de Diasporas & Musées d’Ethnographie) condurrà il pubblico in una visita speciale all’esposizione. Un’occasione per entrare nel processo di collaborazione tra museo e associazioni della diaspora e per conoscere il “dietro le quinte” del progetto a partire dalla voce dei protagonisti.

    Si daranno anticipazioni sui progetti selezionati all’interno del concorso “Idee migranti”.

     

     

    ore 15.00 - 16.30

     

    Una finestra sull'Europa

     

    Nella sala dell'esposizione dedicata alla protostoria europea, l'archeologo Mario Mineo, funzionario del settore Preistoria, illustra i materiali delle collezioni europee esposti.

    Durante l'incontro verranno mostrati al pubblico altri materiali provenienti dalla Francia, dai paesi scandinavi e dall'est europeo da tempo conservati nei magazzini del Museo.

  • Aspettando [S]oggetti migranti

    Aspettando [S]oggetti migranti

    Mini rassegna di cortometraggi al Museo Pigorini

     

    In attesa dell'apertura della mostra [S]oggetti migranti che si terrà al Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" dal 20 settembre 2012 al 2 aprile 2013 e che concluderà il progetto europeo Réseau européen des Associations de Diasporas & Musées d'Ethnographie [READ-ME 2], la sezione etnografica del Museo, l'Associazione Amici del Pigorini, Espera srl e Art.ura Onlus propongono per il mese di luglio un amini rassegna di cortometraggi sui temi della migrazione per inaugurare una serie di attività che avranno luogo nel periodo di svolgimento della mostra.

     

     

    Programma

     

    14 luglio 2012

     

    ore 16,00 | Piano terra

    Visita guidata alle Sezioni Africa, Americhe, Oceania del Museo

    Costo: 6,00 € + biglietto di ingresso con validità di un mese* (prenotazione obbligatoria)

     

    ore 17,00 | Sala Conferenze (ingresso libero)

    Presentazione della rassegna (Carlo Nobili)

    Invito a [S]oggetti migranti (Vito Lattanzi)

     

    Proiezione di

    Lettera da Madras (2011, regia di Irish Braschi)

    interverranno regista e attori

    Al termine della proiezione aperitivo al Bookshop del Museo

     

    21 luglio 2012

     

    ore 16,00 | Piano terra

    Visita guidata alle Sezioni Africa, Americhe, Oceania del Museo

    Costo: 6,00 € + biglietto di ingresso con validità di un mese* (prenotazione obbligatoria)

     

    ore 17,00 | Sala Conferenze (ingresso libero)

    Proiezione di

    I believe in Miracles (2009, regia di Irish Braschi)

    interverranno regista e attori

    Al termine della proiezione aperitivo al Bookshop del Museo

     

    28 luglio 2012

     

    ore 16,00 | Piano terra

    Visita guidata alle Sezioni Africa, Americhe, Oceania del Museo

    Costo: 6,00 € + biglietto di ingresso con validità di un mese* (prenotazione obbligatoria)

     

    ore 17,00 | Sala Conferenze (ingresso libero)

    Proiezione di

    Il colore delle parole (2009, regia di Marco Simon Puccioni)

    Come un uomo sulla terra (2008, regia di Andrea Segre e Dagmawi Yimer)

    Al termine della proiezione aperitivo al Bookshop del Museo

     

     

    *Si ha diritto a ritornare a visitare il Museo con un ingresso gratuito entro i 30 giorni dall'emissione.

     

    Per prenotare le visite guidate: tel. 06.5917319-3467701429

  • Memorandum - 2012

    Memorandum

    Festival di fotografia storica

     

    11 maggio - 15 giugno 2012

     

    Catalogo in vendita presso il bookshop del museo.

     

    Sedici raccolte fotografiche provenienti da istituzioni, aziende, banche, fondazioni, collezionisti, fotografi, musei, agenzie, società sportive, famiglie – ognuna depositaria di immagini capaci di ricostruire la storia di un luogo, di un periodo, di più d'una persona.

     

    L'esposizione, promossa da Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, dall’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) e dall’Associazione Stilelibero, apre a Roma nei musei statali: il complesso monumentale del San Michele a Trastevere e il Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L. Pigorini" all'Eur.

     

    Migliaia di scatti, a coprire un arco di tempo lunghissimo, dal 1854 agli anni '70 del novecento.  In mostra tantissimi originali antichi o riproduzioni multimediali e di alta qualità, come gli album dei fratelli Grazioli Lante della Rovere che tra il 1878 e il 1882 attraversano l'Asia e gli U.S.A. O come le preziose carte salate di Roger Fenton, precursore del reportage fotografico di guerra consacrato da Gianfranco Moroldo quando già la pellicola era la regola. E, del 'Moro', il Festival presenta numerose riprese dai terreni di scontro - dal Congo al Vietnam - che lo hanno visto in prima linea.

     

    Diverse le tentazioni: le esplorazioni tardo ottocentesche di Cina, India, Giappone, Canada, Australia, Paraguay e piccole Hawaii; il Meridione italiano nell'interpretazione fotografica del giovane ufficiale medico Randolfo Fauci, all'inizio del ventesimo secolo; la ricostruzione del nordest italiano dopo la I Guerra Mondiale; i conflitti e le guerre (Crimea 1854, Libia 1912, Vietnam 1960, Congo 1964); le immagini industriali della manifattura Lane in Borgosesia provenienti dall'archivio Zegna.

     

    Nella terza edizione di Memorandum, ad undici archivi fotografici privati se ne affiancano cinque di proprietà pubblica. Si tratta delle proposte dell'Istituto centrale per il catalogo e la documentazione-ICCD e del Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini", articolazioni del Ministero per i beni e le attività culturali.

    L'ICCD (MiBAC) da quest'anno collabora in partnership con gli ideatori del Festival, Fabrizio Lava e Alessandro Perna, insieme all'Associazione Stilelibero e alla Fondazione Cassa di Risparmio di Biella. Di particolare pregio anche la presenza in mostra dei fondi del Touring Club Italiano e della Società Geografica Italiana.

     

    La collaborazione con la Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico Etnografico "L.Pigorini", accolta con vivo interesse dal Soprintendente Luigi La Rocca, consente all'edizione 2012 di Memorandum di esporre in mostra due preziosi fondi - Walker sulle Hawaii e San Martin sul Paraguay - e di usufruire, oltre che della sede dell'ICCD al San Michele, anche della prestigiosa sede del Pigorini all'Eur.

     

    "Perché Memorandum? Per conservare la nostra memoria, certo. Ma anche per rispondere alle domande del presente. La fotografia è a disposizione, copiosa. Basta solo saperla vedere, leggere, capire, al di là della prima istintiva curiosità che suscita" - spiega Laura Moro, Direttore dell'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione. "Intendiamo dare impulso agli studi e alle attività connesse alla gestione e alla protezione degli archivi fotografici. E coinvolgere un numero crescente di archivi e di persone desiderose di esercitare la memoria e la conseguente riflessione. Ricordare è lecito, approfittiamone".

     

    L'iniziativa - continua Fabrizio Lava - nasce con tre obiettivi principali: "valorizzare milioni di immagini fotografiche storiche conservate negli archivi italiani e internazionali rendendoli fruibili al grande pubblico con mostre, foto-proiezioni, e incontri; indagare su come la fotografia, strumento artistico e di comunicazione per eccellenza figlio della società contemporanea, abbia testimoniato le trasformazioni sociologiche, urbane, culturali e politiche del nostro tempo; approfondire i temi e le problematiche legate all'archiviazione di immagini fotografiche coinvolgendo addetti ai lavori, studiosi, giornalisti, curatori e studenti".

     

    "Una collaborazione pubblico-privato fortemente voluta, fondata su una comunione d'intenti volta a sviluppare il progetto sul piano nazionale" spiega Federica Chilà della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella. "La Fondazione Cassa di Risparmio di Biella ha avviato negli anni una capillare opera di salvaguardia e restituzione della memoria storica del territorio che l'ha prodotta.

     

    Memorandum e la collaborazione con l'ICCD costituiscono per l'Ente un'occasione straordinaria per condividere e ampliare questo progetto facendone conoscere forme e contenuti sul territorio nazionale".

     

    Nella scelta dei materiali espositivi la terza edizione del Festival intende presentare anche l'evoluzione nel corso del tempo dei metodi di produzione, stampa e conservazione delle immagini. Un aspetto non molto conosciuto dal grande pubblico: carta salata, albumina, collodio, dietro ogni termine vi è una fase di ricerca fotografica e una diversa risposta in termini conservativi.

  • Festa della donna - 2012

    Il ruolo delle donne nella società preistorica

     

    Per la prima volta il museo espone la “bambolina di Kamiros”, reperto in terracotta dal corredo funerario di una bambina vissuta a Rodi nella seconda metà dell’VIII secolo a.C.

     

    INGRESSO LIBERO ALLA CONFERENZA

     

    Anche il Museo Nazionale Preistorico Etnografico “L. Pigorini” il prossimo 8 marzo celebra la “Festa della Donna” e per farlo propone un’occasione di riflessione sul ruolo della donna nelle società protostoriche. Per la prima volta sarà esposto il corredo funerario di una bambina vissuta a Rodi nel periodo tardo-geometrico contenente la “bambolina di Kamiros”, un reperto in terracotta proveniente dal corredo funerario di una bambina vissuta a Rodi nella seconda metà dell’VIII secolo a.C. Un pomeriggio di riflessione sui ruoli e le attività delle donne nell’età del Ferro, dove si parlerà anche di divinità femminili, delle dee della guerra nel mondo celtico, sino a ripercorrere la dimensione tessile, arte e pratica tipicamente femminile, nel Mondo Andino, occasione, quindi, per conoscere meglio uno spaccato di alcune delle più significative culture protostoriche italiane ed europee. L’appuntamento è al Museo Pigorini (Piazza Guglielmo Marconi, 14, Roma EUR), nell’ambito degli eventi inseriti nel calendario dei “Dialogi al Museo”, presso la Sala Conferenze dalle 15.00 alle 18.30. L’iniziativa è organizzata in collaborazione con la rivista mensile “Forma Urbis” che dedica il numero di Marzo 2012 a questo tema con una monografia. Al termine della conferenza sarà offerto il “Vino d’Onore” dall’Azienda Vitivinicola “Donnardea”.

     

    L’ingresso è libero all’evento e per l’intera giornata dell’8 marzo l’ingresso al Museo è gratuito per tutte le donne.

     

    Simona Sanchirico e Alessandra Serges presenteranno il numero monografico di Forma Urbis. Interverranno: Anna Maria Bietti Sestieri (Ipotesi sui ruoli e le attività donne nell’età del Ferro), Nuccia Negroni Catacchio e Marco Romeo Pitone (Divinità femminili a Sorgenti della Nova?), Rosa Roncador (Le dee della guerra tra storia e archeologia nel mondo celtico), Sanna Lipkin (Donne e produzione dei tessuti: i risultati dell’archeologia sperimentale), Donatella Saviola (Riflessioni sulla dimensione tessile nel Mondo Andino archeologico). Modera l’evento Anna De Santis. Le studiose e gli studiosi del settore si confronteranno insieme alle autrici della rivista Forma Urbis sui dati archeologici e le loro possibile interpretazioni, sottolineando le differenze che emergono nei diversi contesti culturali protostorici.

     

    La storia della “bambolina di Kamiros” dall’Isola di Rodi

    Siamo alla fine del luglio 1912, pochi mesi dopo l’occupazione italiana del Dodecaneso sottratto alla Turchia (fine aprile-maggio 1912), quando Luigi Pernier, direttore della Scuola Archeologica Italiana di Atene, inviò a Rodi l’allievo Gian Giacomo Porro con l’incarico di esplorare l’isola e individuare aree archeologiche sulle quali concentrare i futuri scavi della Missione Italiana. Fra i materiali che vengono recuperati e inviati da Porro al Museo Nazionale Preistorico Etnografico “L. Pigorini” si trova anche un corredo di una tomba, scoperta nell’Acropoli di Camino, risalente alla seconda metà dell’VIII sec. A.C. che conteneva, tra gli altri, una bambola di argilla.

     

  • Women in charge - 2011-2012

    Women in charge

    Artiste inuit contemporanee

    15 dicembre 2011- 22 aprile 2012

     

    Per la prima volta in Italia viene presentata la grafica di alcune artiste inuit, un'esposizione di 50 opere d’arte contemporanea, tra disegni e stampe, di Annie Pootoogook, Shuvinai Ashoona, Ningeokuluk Teevee e Siassie Kenneally che, nel solco delle “capostipiti del gruppo” le artiste Pitseolak Ashoona e Napachie Pootoogook, sono oggi riconosciute ed affermate nei circuiti internazionali dell'arte.

     

    La mostra a cura di Elvira Stefania Tiberini, realizzata con il sostegno dell'Ambasciata del Canada in Italia e con il contributo della Direzione Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l’Architettura e l’Arte contemporanee, Servizio architettura e arte contemporanee del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, sarà inaugurata al Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" di Roma il 15 dicembre 2011 alle 18.30 alla presenza di S.E. James A. Fox, Ambasciatore del Canada, Luigi La Rocca, Soprintendente del Museo Pigorini, e di Antonia Pasqua Recchia, Direttore Generale per il Paesaggio, le Belle Arti, l’Architettura e l’Arte contemporanee. L'inaugurazione sarà preceduta alle ore 16.30 da una Tavola rotonda dal titolo "L'altra metà del Polo. Sviluppo socio-economico delle donne nell’Artico", cui interverranno S.E. James A. Fox, Ambasciatore del Canada, Leslie Boyd Ryan, Direttrice del Dorset Fine Arts di Toronto (divisione marketing della West Baffin Eskimo Co-op), Davide Sapienza, giornalista e scrittore, Elvira Stefania Tiberini, Curatrice della mostra e Maria Antonella Fusco, Direttrice dell'Istituto Nazionale per la Grafica.

     

    «Questa mostra – afferma Elvira Stefania Tiberini – rappresenta un omaggio alle donne inuit, di oggi e del passato, alla loro forza e determinazione. Sottraendosi alla sottovalutazione sociale e misurandosi con lo straniante habitat urbano nelle metropoli canadesi, le donne inuit di oggi hanno saputo cogliere i margini di accessibilità a nuovi spazi vitali riscrivendo i contorni della propria appartenenza. Queste artiste hanno “fatto arte” esprimendosi soprattutto nella grafica, in una produzione fresca e innovativa in cui si sostanzia la loro capacità di inglobare infusioni esogene ed elementi tratti dal dominio della vita urbana, pur non abdicando a una linea di coerenza con le memorie dell’Artico e con le esperienze vissute proprie e altrui. E non possono meravigliare né il loro ampio successo di critica né la loro escalation nei mercati globali dell’arte contemporanea che assicurano risonanza internazionale ai loro nomi e al loro lavoro».

    L'arte grafica inuit nasce nell'Isola di Baffin nel territorio canadese del Nunavut e, a partire dagli anni ’60, si è affermata con forza crescente: arte prodotta in larga misura da donne/artiste che oggi dominano nell'espressione bidimensionale. Le artiste presenti in mostra, tutte formatesi nei Kinngait Studios di Cape Dorset (Nunavut), creano opere che, richiamandosi alle memorie del proprio retaggio, restituiscono il senso di una decisa vocazione alla sperimentazione e di una sorprendente creatività innovativa. L'esposizione celebra l’inclinazione di queste artiste contemporanee a rappresentare, nelle proprie opere e con indiscusso talento, l’ibridazione nella più positiva accezione di termine e nozione.

     

    Ancora una volta il Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" apre all'arte contemporanea dopo il grande successo di critica e di pubblico di Mari Capable. Africa: i tessuti parlano (2001), IbridAAfrica (2002), Strati d'animo (2004), Montagne e parola... dipinti-poema in Mali (2005), ma è anche l’occasione per riannodare il filo che lega il Museo alle culture del mondo di cui esso conserva preziosa testimonianza.

     

    Il catalogo della mostra Women in Charge. Artiste Inuit contemporanee | Inuit Contemporary Women Artists | Artistes Inuit Contemporaines è pubblicato da Officina Libraria, Milano.

     

     

  • Politica e leader nel Lazio ai tempi di Enea - 2011-2012

    Politica e leader nel Lazio ai tempi di Enea

    18 novembre 2011 - 30 aprile 2012

     

    Questa mostra, a cura di Anna De Santis della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, in collaborazione con la Sezione di Preistoria della Soprintendenza al Museo Nazionale Preistorico Etnografico “Luigi Pigorini”, presenta alcuni documenti archeologici, in gran parte di recente scoperta, di grande importanza per la ricostruzione delle fasi iniziali dello sviluppo del Lazio e di Roma, grazie soprattutto alla loro qualità espressiva.

    L’obiettivo è di portare questi materiali all’attenzione del pubblico e di farne percepire il significato e la rilevanza storica, che amplia e rende più articolato il quadro del periodo che va dall’emergere dell’identità latina (XI-X sec. a.C.) alla data tradizionale della fondazione di Roma (ca. 750 a.C.).

    La prima comparsa di un aspetto archeologico che documenta il definirsi dell’identità culturale dei Latini si riconosce nell’ultima fase dell’età del Bronzo finale (XI-X sec.a.C., I periodo laziale) nel territorio compreso fra il Tevere e il Circeo. Questa è la regione che gli storici chiamavano Lazio antico (Latium vetus)

    I ritrovamenti più consistenti di questo  periodo si distribuiscono sui Colli Albani  e nell’area circostante.

    La facies laziale mostra una forte connotazione regionale. Gli aspetti più appariscenti e significativi si colgono nelle complesse manifestazioni funerarie  che vengono elaborate in questo momento, sviluppando il rituale dell’incinerazione che si era affermato nella regione nelle fasi più antiche dell’età del Bronzo finale (XII-XI sec.a.C.) in stretto collegamento con l’Etruria meridionale.

    In queste fasi le comunità del Lazio riservavano la sepoltura, con il rituale dell’incinerazione, solo ai personaggi che rivestivano i ruoli  sociali più importanti: capi politico-militari e sacerdoti.

    Gli elementi distintivi di queste funzioni sono presenti nei corredi funerari in forma miniaturizzata, ma fedeli in tutti i particolari agli oggetti reali: il coltello,  i doppi scudi e la statuetta, che riproduce il defunto in atteggiamento di offerta alla divinità, sono gli indicatori del ruolo sacerdotale; mentre la spada indica il ruolo di capo politico-militare.

    In alcuni casi, i defunti rivestono sia il ruolo sacerdotale che quello politico-militare, come nella tomba 1 di Quadrato di Torre Spaccata.

    Alcune sepolture femminili documentano la presenza di sacerdotesse, come la tomba da San Lorenzo Vecchio.

    Nella I età del Ferro, quando compaiono vere necropoli per tutti i membri delle comunità latine, capi e sacerdoti continuano ad essere incinerati e forniti di un corredo miniaturizzato.

    Nella mostra sono esposti i corredi  di alcune tombe dai Colli Albani e delle sepolture ad incinerazione scoperte recentemente nel territorio alle pendici nord-occidentali dei Colli, nelle località Quadrato di Torre Spaccata e Santa Palomba. Viene illustrato il processo di rafforzamento dell’identità etnica e culturale dei Latini che si sviluppa in questo periodo nel Latium vetus sotto la guida di capi religiosi e politici, il ruolo trainante svolto in questo processo dalle comunità dei Colli Albani con l’area immediatamente adiacente e il profondo significato politico e sociale del rituale dell’incinerazione che viene elaborato in questo momento.

     

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