Museo delle Civiltà

Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini"

  • Declinazioni di comunità

    Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini"

     

     

    Declinazioni di Comunità

     

    Progetto di arte contemporanea

     

     

    Timo Bredenberg - Virtual Community

    9-30 aprile 2015

    [Comunicato stampa]

     

     

     

    Hitnes, Il Baro - Quotidianità dei segni rupestri

    7-30 maggio 2015

    [Comunicato stampa]

     

     

    Kaya Behkalam, Cristiano Berti, Can Sungu - Declination of Community

    10-30 settembre 2015

     

     

    Declinazioni di Comunità è un progetto di arte contemporanea diviso in tre mostre che si terranno nel Museo Nazionale Preistorico Etnografico Luigi Pigorini da Aprile a Settembre 2015.

     

    Il tema è quello dell'analisi delle società e delle sue diverse comunità attraverso la lente delle arti visive. Il progetto è realizzato grazie al supporto della Regione Lazio attraverso il bando Torno Subito.

     

    Declinazioni di Comunità è un progetto che intende analizzare i cambiamenti sociali attraverso l'arte contemporanea. Il punto di partenza è il Museo Luigi Pigorini, le sue collezioni e il concetto di etnografia intesa come studio dello sviluppo e della formazione di una comunità.

    Il progetto è ideato e curato da Emanuele Rinaldo Meschini.

     

    Seguendo la definizione di Hal Foster dell'artista come etnografo il progetto vuole instaurare una pratica discorsiva tra il Museo Luigi Pigorni, inteso come una delle maggiori autorità in campo etnografico, e l'arte contemporanea, intesa come un nuovo campo di ricerca e mappatura.

     

    Il campo di lavoro quotidiano della comunità, nel suo essere in-contemporanea, ha ormai catalizzato le attenzioni di molti artisti nonché ridefinito e riorientato i caratteri dell'arte pubblica da una dimensione di arredo urbano ad una di partecipazione sociale. Commuty art-based, così viene definita questa pratica artistico-etnografica che si basa sul site-specific nel vero senso della parola ovvero la creazione, o la sua condivisione, di un luogo specifico capace di ripopolare i non luoghi di cui parlava Marc Augè.

    All'interno dell'attuale dibattito critico nel campo delle arti visive, si sono affermate sempre più la tendenza e l'importanza della comunità di riferimento. Si è passati dall'idea di estetica costruita aprioristicamente nello studio dell'artista, ad una visione partecipata ed attiva che la recente ondata di occupazioni culturali (Teatro Valle, Cinema America, Cinema Palazzo, Scup) ha evidenziato anche qui a Roma.

    Questa modalità autogestita tende a mettere in evidenza non tanto un tentativo di affrancamento dalle istituzioni ed un elitarismo trincerato, quanto piuttosto, nei suoi esisti migliori, una volontà di condivisione e presa di conoscenza di un'esperienza condivisa.

    Lo spostamento occorso ormai cinquant'anni fa, quello da oggetto a comportamento, ha subito un ulteriore sviluppo: da comportamento a comunità. Non più il singolo corpo, esaminato nelle sue componenti viscerali dalla Body Art, né tanto meno il singolo territorio, analizzato dalla Land Art, bensì l'unione di questi due elementi presi nella simbiosi di una multiculturalità tanto culturale e politica quanto architettonica ed urbanistica.

     

    In tutto questo l'artista-etnografo svolge un ruolo fondamentale in quanto non solo si dimostra rilevatore di cambiamenti bensì creatore di linguaggi contemporanei. Scrive Foster: “l'etnografia è considerata contestuale, la richiesta spesso istintiva che oggi artisti e critici contemporanei condividono con praticanti di altre discipline, molte delle quali a volte ambiscono a un campo di lavoro nel quotidiano” (Il ritorno del reale, Postmedia Books, Milano, 2006).

    Occuparsi in maniera sistematica del rapporto arte-comunità nelle arti visive contemporanee comporta, non soltanto l'apertura ad un nuovo pubblico bensì l'apertura ad una nuova ricerca ed una nuova metodologia d'indagine.

     

     

    Emanuele Rinaldo Meschini

    Storico dell'arte e curatore si occupa di arte sociale e di tematiche legate ad arte e comunità.

    Dottore Specialista in Beni Storico Artistici presso la Scuola di Specializzazione di Siena, è stato curatore in residenza presso il Node Centre for Curatorial Studies (Berlino 2013) e ZK/U (Berlino 2014). Qui ha iniziato a curare il progetto Declination of Community presentando, tra altri, i video di Yasmin Fedda, Nico Angiuli e dello storico collettivo austriaco WochenKlausur.

     

     

    Artisti - Hitnes, Il BaroTitolo mostra - Quotidianità dei segni rupestri Hitnes (Roma, 1982)Street artista romano, inizia a lavorare su murales di larga scala a partire dal 1996. I suoi lavori si concentrano in particolare sullo studio di figure animali analizzate sia da un punto di vista tassonomico sia da un punto di vista surreale/onirico. Oltre alla pittura murale, Hitnes ha sviluppato la sua ricerca attraverso pittura ed incisione. Tra le sue ultime mostre la personale dal titolo Paginae Naturalis presso il Museo Civico di Zoologia di Roma dove, partendo dalle collezioni museali, l'artista ha saputo creare un suggestiva wunderkammer contemporanea. Il Baro (Bergamo 1977)Street artist bergamasco, Il Baro unisce alla pittura murale, iniziata nel 1993, la ricerca fotografica ed incisoria in particolare unendo i due mezzi attraverso anche la creazione di laboratori e momenti partecipati. La sua ricerca si esprime inoltre attraverso le grandi affissioni pubbliche che toccano soprattutto temi sociali e politici. Nel settembre 2014 Il Baro è stato artista in residenza presso la SMAC Art Gallery di Cape Town in Sud Africa, dove ha presentato il progetto Not a (shadow) Line basato su una ricerca fotografica seguendo la linea di autobus locali che unisce il centro città con le township.Box-video, Sottoportici7-30 maggio 2015I due artisti presenteranno opere specificamente create per la mostra. Hitnes proporrà una serie di otto opere (acrilico su tela) partendo dalle pitture murali del Sahara studiate dal Professor Mori e presenti nelle collezioni del Museo. Le opere di Hitnes verranno esposte alternandosi alle riproduzioni delle pitture rupestri.Il Baro presenterà una serie di lavori (incisioni, disegni e fotografie) a partire delle scritture rupestri della Valle Camonica.Artista - Timo BredenbergTitolo mostra - Virtual Communitya cura di - Emanuele Rinaldo Meschini e Maria Stella BottaiTimo Bredenberg (Tampere-Finlandia, 1984)L'artista, attraverso le sue opere, esamina gli effetti creati da internet sugli aspetti economici, politici, sociali e relazionali della società. I materiali dei suoi lavori sono immagini e testi condivisi on-line dalla comunità virtuale. Basandosi sul materiale catturato in rete, l'artista crea opere che indagano il quotidiano “multimediale” attraverso le sue più diverse sfumature. Bredenberg è stato uno degli organizzatori della Autonomous Art School di Tampere e dello spazio artistico Slackerspace.Box-video, Sala Oceania9-30 aprile 2015La mostra Virtual Community, prima personale italiana dell'artista finlandese Timo Bredenberg, analizza il dialogo tra comunità virtuale e comunità reale/tribale. Il lavoro di Bredenberg si sviluppa attraverso la presentazione di tre video ognuno dei quali legato ad un determinato oggetto della collezione etnografica del Museo Luigi Pigorini. I video indagano tematiche quali bullismo, violenza, rappresentazione del potere e di come esse siano allo stesso tempo causa ed effetto dei comportamenti virtuali.Il video Sparta, rappresenta una raccolta di video presi da internet aventi come tema la violenza scolastica e le risse tra ragazzi. Il video mette in luce come queste manifestazioni di violenza siano strutturate secondo un loro preciso copione e come esse siano costruite per essere riprese e messe in rete. In questo caso il passaggio da società virtuale a società reale è ambivalente, la violenza nelle scuola, infatti, è sempre esistita ma allo stesso tempo l'impatto dei social media e la facilità di riproduzione video ne hanno cambiato aspetti e caratteri. Il video Empire è stato presentato nel 2012 presso il Museum of Culture di Helsinki insieme ad opere e fotografie appartenenti alla collezione del Museo che ritraevano il noto artista finlandese Akseli Gallen Kallela durante il suo viaggio in Africa. Il video vede Bredenberg stesso intento a giocare ad un video gioco  nel quale è impegnato ad uccidere nemici ed a superare ostacoli. Il video si ricollega così alle immagini ed agli strumenti di caccia usati da Gallen Kallela durante il suo soggiorno africano (1909-11). Per l'occasione il video dialogherà con oggetti della collezione in particolare della sezione Oceania. Il video Control rappresenta e giustappone l'azione della polizia a cavallo durante due manifestazioni diametralmente opposte. Da una parte dello schermo abbiamo infatti l'azione della polizia durante una manifestazione e dall'altra durante una dimostrazione equestre. In questo caso l'opera sottolinea le diverse modalità di un'unica espressione di potere e come esse possano mutare a seconda delle circostanze e soprattutto come l'approccio delle persone, da una parte pubblico passivo e dall'altra dimostranti attivi, possa cambiare al mutare della situazione.Infine, nell'apposito box video, Bredenberg presenterà il videogioco I,Cloud invitando il pubblico a procedere in un cammino iniziatico e solitario sulle macerie di un mondo tecnologico.Artisti - Kaya Behkalam, Cristiano Berti, Can SunguTitolo mostra - Declination of Community Kaya Behkalam (Berlino 1978)Kaya Behkalam è un video artista tedesco di origini iraniane. I temi principali della sua ricerca sono relative alla tematica della tradizione e come essa venga veicolata in maniera diretta ed indiretta attraverso la sfera pubblica e quella privata. Behkalam attualmente è docente di fotografia, studi curatoriali e time-based media, presso l'Università Americana di Il Cairo in Egitto. Cristiano Berti (Torino 1967)L'opera di Cristiano Berti si sviluppa attraverso diversi media quali pittura, scultura, fotografia e video. L'interesse principale della ricerca dell'artista ruota attorno al tema dell'identità intesa sia come elemento privato e personale sia in relazione al concetto di migrazione. Le sue opere indagano inoltre tematiche sociale come lo sfruttamento della prostituzione e l'inclusione sociale. Cristiano Berti è docente di comunicazione multimediale presso l'Accademia di Belle Arti di Macerata. Can Sungu (Istanbul 1983)La pratica di Can Sung è incentrata prevalentemente su tematiche quali migrazione, mobilità, società dei consumi e stereotipo. In particolare l'attenzione dell'artista, residente a Berlino, si è focalizzata sull'inclusione e sviluppo della comunità turca durante gli anni di migrazione in Germania. Sungu lavora attraverso media quali fotografia, video ed animazione. Box-video, AfricaEVENTO ANNULLATO7-30MAG9-30APR10-30SET

     

     

              

     

  • Giornate Europee del Patrimonio - 2015

    Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini

     

    19-20 settembre

    Programma delle iniziative

     

    Sabato 19 settembre

    • ore 10,30-12,30

     

    Giornate europee del patrimonio 2015A tavola con gli antenati. Pane e companatico

    A cura di Mario Mineo

    Visita guidata alla sala dedicata ai rinvenimenti del villaggio neolitico sommerso de “La Marmotta” (Anguillara Sabazia, Roma). “La Marmotta” rappresenta con la sua eccezionale quantità di reperti botanici, rinvenuti tra i sedimenti dello scavo, un panorama ampio e unico delle abitudini alimentari di una popolazione del Neolitico durante il VI millennio a.C.

    Si presenterà un’ampia panoramica dei materiali e delle tecniche utilizzate dagli abitanti neolitici per fabbricare gli oggetti e gli strumenti necessari all’attività agricola-pastorale.

    La visita verrà articolata per gruppi a seconda dell’affluenza.

     

    Giornate europee del patrimonio 2015La macina dentaria. Le malattie della bocca causate dal cibo negli uomini antichi

     

     

     

     

     

    • ore 10,30-12,30

     

    Giornate europee del patrimonio - 2015Dal Passato e dal Mondo. Storie di cibo, d'ingegno e di restauro

    A cura di Luciana Rossi, Maria Francesca Quarato

    Durante l’incontro sarà illustrata l’attività, spesso sconosciuta, del Laboratorio di Conservazione e Restauro, volta alla salvaguardia del patrimonio culturale.

    Saranno sottolineati i materiali e le tecniche, utilizzate dai nostri antichi e lontani predecessori, per fabbricarsi gli oggetti e gli strumenti necessari e descritte le problematiche di degrado dei manufatti e le soluzioni di restauro adottate. Alcuni oggetti restaurati o in fase di lavorazione saranno mostrati “dal vivo”, accompagnati da opportune spiegazioni.

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    Domenica 20 settembre

    • ore 11,00

     

    Giornate europee del patrimonio - 2015Ma i cannibali mangiavano con forchette e coltelli? Il consumo di carne umana nel Pacifico

    A cura di Carlo Nobili

    Prendendo spunto da alcuni esempi presi dai Mari del Sud (Isole Fiji e Nuova Zelanda), e grazie alle collezioni etnografiche conservate nel Museo “Pigorini”, la conferenza intende sottolineare come il cannibalismo rituale, “fatto sociale totale” caratterizzato dalla eccezionalità, fosse un'istituzione fortemente regolata da precisi codici di comportamento.

     

     

     

     

    • ore 10,00-12,30

     

    Capire il cibo dalle ossa

    A cura di Luca Bondioli

    L'affermazione "noi siamo quello che mangiamo" è vera in modo diretto nella nostra dimensione di entità biologiche. Noi siamo fatti  di quello che abbiamo mangiato e tali sono le ossa del nostro scheletro e i nostri denti. Il loro studio ci permetterà di gettare luce sulle abitudini alimentari delle popolazioni del passato (Laboratorio di Bioarcheologia).

     

     

    • ore 10,30-12,30

     

    Dagli oggetti alle piante dell’America indigena che hanno trasformato la nostra cucina

    A cura di Donatella Saviola

    Durante la visita alla sala "Le Americhe" saranno presentati i numerosi oggetti rituali che raffigurano le piante e i culti geni americani, per analizzarne sia il valore che avevano tra i Maya, gli Aztechi e le popolazioni delle Ande, sia l'importanza che hanno assunto nella nostra dieta alimentare.

     

  • Sogni del Rütrafe

    Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini"

     

     

    Sogni del Rütrafe

    Ornamenti in argento dei Mapuche

    Collezione dell’Universidad Católica de Temuco

     

    22 aprile - 31 luglio 2015

     

    Inaugurazione

    21 aprile 2015, ore 17,00

    Sala Conferenze

     

     

    L’argenteria mapuche è arte trascendente: i suoi ornamenti, con la loro estetica e la loro iconografia, collocano l’universo simbolico di una popolazione come un percorso chiaro di un desiderio: permettersi di essere e di stare nel mondo.

    La collezione, dell’Universidad Católica di Temuco (Cile), composta soprattutto di oggetti del corredo femminile, ci mostra i delicati tratteggi di un immaginario culturale plasmato nelle forme e nelle grafie di ciascuno degli oggetti lavorati dai rütrafe (argentieri).

     

    La scelta di esporre questi ornamenti, insieme ai loro significati, possiede un duplice scopo: da una parte, testimoniare il delicato compito che diede origine alla collezione, salvando gli oggetti da un percorso incerto per metterli a disposizione della comunità; dall’altra, valorizzare ciò che consideriamo il patrimonio culturale ed estetico dei Mapuche il quale, originandosi in un contesto di frontiera, ci evoca i profondi contatti interculturali che ebbero luogo nei territori meridionali.

     

    L’Universidad Católica di Temuco è ubicata nella regione meridionale del Cile, la Araucanía. È un’università con una chiara vocazione regionale che sviluppa la sua missione in un’area plurietnica e multiculturale, realizza la ricerca, la diffusione oltre a formare professionisti in un’ampia gamma di discipline quali educazione, risorse naturali, veterinaria, scienze sociali, ingegneria, arti e umanità, legge e salute pubblica.

    Con la sua politica di equità nell’accesso universitario, risponde alle esigenze dell’ambiente sociale e produttivo della regione e garantisce il rispetto e lo sviluppo della diversità etnica e culturale. Il campo della sua azione è nel cuore dell’Araucanía, terra della maggiore popolazione originaria del Cile: i Mapuche.

     

    Questa esposizione, all’interno del Programa de Artesanía UC Temuco, itinerante in Europa, è una sfida per dare forma e per comunicare i valori della cultura mapuche, a testimoniare la capacità creativa degli abitanti originari della regione, portatori della simbologia legata al loro pensiero e alla loro cultura materiale, e contribuire alla sua visibilità e al suo riconoscimento come parte del patrimonio culturale del Cile.

     

     

     

     

     

  • Archeostorie

    Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini

     

    ARCHEOSTORIE

    Manuale non convenzionale di archeologia vissuta

    a cura di Cinzia Dal Maso e Francesco Ripanti

     

     

     

    Presentazione del volume Archeostorie. Manuale non convenzionale di archeologia vissuta.

    Parteciperanno Salvo Barrano, Luca Bondioli, Stefano De Caro, Adele Lagi, Massimo Vidale, Enrico Zanini

    e gli autori Marta Coccoluto, Cinzia Dal Maso, Giuliano De Felice, Astrid D’Eredità, Antonia Falcone, Alessandro Fichera, Francesco Ghizzani Marcia, Marina Lo Blundo, Carolina Megale, Valentino Nizzo, Anna Paterlini, Luca Peyronel, Francesco Ripanti, Paola Romi, Lidia Vignola.

     

    Sarà proiettato in prima assoluta un video di animazione di Giuliano De Felice.

     

    È un libro colorato e allegro. Trasmette entusiasmo ed energia. E a pochi giorni dalla sua uscita, sta già diventando un movimento. Perché dà voce a tutti gli archeologi che hanno voluto ostinatamente fare della loro passione una professione, pur vivendo in un mondo che vanifica le aspirazioni dei più.

    Non sono sempre chini sullo scavo né topi di biblioteca, ma vivono a contatto con la gente, raccontando a tutti il passato o cercando di gestire al meglio le nostre bellezze.

    Fanno sì che l’archeologia sia realmente patrimonio di tutti. Molti di loro si sono inventati il mestiere aprendo nuovi settori, con fantasia e intraprendenza. Hanno creato e creano ogni giorno il futuro per se stessi e per l’archeologia tutta. Lavorano, chi più chi meno, ma potrebbero lavorare e guadagnare di più, se una legge riconoscesse il valore di quel che fanno, e chi ci governa sapesse gestire al meglio le loro professionalità. E ciò gioverebbe ai nostri beni culturali e all’Italia intera.

    Per questo hanno deciso di farsi conoscere raccontando in modo concreto le loro storie ed esperienze. Per spiegare a tutti cosa fanno ogni giorno gli archeologi veri, al di là dei miti e dei sogni, e quanto il loro lavoro serva alla società tutta. Per far capire agli studenti di archeologia che non sono per forza destinati alla disoccupazione. E stimolare i loro professori a indirizzare gli studenti verso questi mestieri, così da formare professionisti e non disoccupati.

    Hanno scelto il Museo Pigorini per la loro grande festa: saranno in tanti nella Sala Conferenze, il 10 aprile alle 17,00, e invitano tutti gli archeologi a unirsi e raccontare anche loro la propria storia. A mostrare che i possibili mestieri degli archeologi sono molti, e non sono affatto immersi nel passato ma concretamente radicati nel nostro mondo.
    Archeostorie è un libro finito ma non è affatto un’avventura conclusa: è solo l’inizio.

     

     

    Segui la comunità di Archeostorie su FaceBook

     

     

    ARCHEOSTORIE

    Manuale non convenzionale di archeologia vissuta

    a cura di Cinzia Dal Maso e Francesco Ripanti

    Cisalpino, pagine 316, ill b/n, euro 25

    In vendita al Bookshop del Museo Pigorini

     

    L’archeologo del XXI secolo non vive più di solo studio e scavo. Oggi la moderna ricerca impone di affiancare al lavoro in cantiere e ai libri in biblioteca modi sempre nuovi di indagare, comunicare e gestire l'antico. Bastano un po’ di fantasia, versatilità e intraprendenza per dar vita oggi, da archeologo, alle attività più disparate. Come hanno fatto i professionisti che si raccontano in Archeostorie: c’è chi cura un museo e chi gestisce un’area archeologica, chi narra il passato ai bambini e chi lo “fa vedere” ai ciechi, chi usa nel racconto le tecnologie e i linguaggi più diversi e persino i videogame; c’è poi chi ricostruisce l’antico in 3D e chi lo sperimenta dal vivo, chi organizza i dati di scavo e chi li rende disponibili per tutti; c’è chi scrive sui giornali e chi parla di archeologia alla radio o in tivù, chi realizza documentari e chi racconta l’archeologia sui social network; c’è ancora chi punta sul marketing e chi sul crowdfunding, chi fa dell’archeologia un’esperienza per tutti e chi difende le bellezze da furti e scempi. C’è anche chi studia e scava, e nel libro racconta la vita vera di studio e scavo al di là dei miti e dei sogni.

    Sono 34 professionisti che - sotto l’attenta regia della giornalista Cinzia Dal Maso e dell’archeologo Francesco Ripanti - narrano ciascuno la propria esperienza “di frontiera” e riflettono sul significato del proprio lavoro nel mondo d’oggi. Sono persone che hanno dato vita a un’archeologia forse un po’ “indie e underground” - come l’ha definita Giuliano De Felice nella conclusione - ma sicuramente viva, pragmatica e ricca di energia. Ancorata nel presente e per nulla immersa solo nel passato.

    Questo è un manuale non convenzionale che offre spunti originali agli archeologi del futuro in cerca di reali possibilità di occupazione. Un luogo dove cogliere i segreti dei mestieri proprio come fanno gli apprendisti di un artigiano: è la bottega artigiana della nuova archeologia italiana.

     

     

    Testi di Francesca Anichini, Gabriele Gattiglia, Giovanna Baldasarre, Davide Baruzzi, Andrea Bellotti, Alessandro Mauro, Francesca Benetti, Giacomo Biondi, Marta Coccoluto, Stefano Costa, Cinzia Dal Maso, Alessandro D’Amore, Giuliano De Felice, Astrid D’Eredità, Antonia Falcone, Paola Romi, Alessandro Fichera, Francesco Fossetti, Francesca Giannetti, Christian Greco, Alessio Innocenti, Giovanni Leucci, Marina Lo Blundo, Daniele Malfitana, Carolina Megale, Maria Chiara Monaco, Valentino Nizzo, Anna Paterlini, Luca Peyronel, Francesco Ripanti, Lidia Vignola, Paolo Vitti, Giuliano Volpe, Gabriele Zorzi.

     

    Disegno di copertina di Francesco Ghizzani Marcìa.

  • Archeologia nuragica

    Archeologia nuragica tra tradizione e innovazione

    Omaggio a Giovanni Lilliu

     

     

    La mostra “L'isola delle Torri. Giovanni Lilliu e la Sardegna nuragica” è stata dedicata al grande archeologo e intellettuale sardo, del quale è decorso il centenario della nascita nel marzo 2014. In occasione del prolungamento dell'esposizione fino al 7 aprile 2015, un pomeriggio di incontri a lui dedicato, per conoscere le recenti ricerche nell'isola che hanno consentito un nuovo approccio al mondo nuragico e ai suoi principali aspetti culturali: gli abitati, i nuraghe, i luoghi legati ai culti delle acque.

     

    Le archeologhe Gianfranca Salis e Luisanna Usai, curatrici con il Soprintendente Marco Minoja dell’esposizione, proporranno alcuni approfondimenti su temi trattati nella mostra, con particolare riferimento a diverse e significative espressioni architettoniche di ambito civile e religioso. Verrà dato risalto alla capacità di costruire delle genti nuragiche che hanno realizzato nell’età del Bronzo strutture monumentali che non trovano uguali nelle coeve civiltà del Mediterraneo occidentale. Una perizia tecnica che rivela grandi conoscenze teoriche e capacità progettuali tanto che verrebbe spontaneo parlare di ingegneri e architetti nuragici.

    Partendo da contesti scavati in tempi recenti – nuraghe Oes (Giave), nuraghe Alvu (Pozzomaggiore), santuari di Sa Sedda’e Sos Carros (Oliena) e S’arcu ‘e is Forrus (Villagrande) per citarne solo alcuni – si forniranno elementi per cercare di ricostruire le vicende della civiltà nuragica.

     

    La Prof.ssa Anna Depalmas dell'Università di Sassari ci parlerà di Abini (Teti), sito archeologico che rientra nella categoria del villaggio-santuario, in cui si ritrovano sia strutture abitative sia elementi tipici dei luoghi di culto come il monumento centrale incentrato sulla presenza dell'acqua, il recinto sacro e i sedili per accogliere i fedeli. La località è nota per avere restituito un numero molto elevato di utensili e statuine di bronzo, per lo più ritrovamenti avvenuti nell'Ottocento nell'ambito di ricerche clandestine, giunti sino a noi solo grazie ad acquisti e donazioni che li hanno portati al Museo Nazionale di Cagliari.

    Nel 2013 sono ripresi gli scavi archeologici finalizzati all'individuazione delle principali strutture del villaggio, alla determinazione delle fasi di impianto e di frequentazione delle stesse, alla localizzazione e caratterizzazione delle aree di manifattura dei bronzi e alla comprensione delle relazioni tra queste e gli spazi propriamente cultuali.

     

    Concluderà il pomeriggio il dott. Fabio Bettio, Visual Computing del CRS4 di Cagliari  (cui si deve il progetto Digital Mont'e Prama) che presenta l'esperienza fatta nello sviluppo di tecnologie per l'acquisizione, il trattamento e l'esplorazione di modelli digitali accurati, discutendone la loro applicazione per lo studio e la valorizzazione del complesso scultoreo di Mont'e Prama.

    Il progetto è un esempio di come la disponibilità di modelli digitali di alta qualità è un fattore fondamentale per migliorare le nostre capacità di studiare e comunicare il nostro patrimonio culturale. Le moderne tecnologie di acquisizione consentono di superare i limiti della documentazione bidimensionale (immagini o video), permettendo la creazione di modelli tridimensionali digitali accurati. La disponibilità di questi modelli apre un ampio spettro di usi che può migliorare notevolmente le nostre capacità di studiare, analizzare e valorizzare le opere d'arte.

     

     

  • Attività di marzo

    Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini

     

    Marzo al Museo Pigorini

     

    La prima domenica del mese in Museo

    Domenica 1, ore 10 e ore 11

    Gli archeologi e i geologi dell'Associazione Amici del Pigorini offriranno ai visitatori un servizio di visite guidate alle mostre ospitate nel Museo: L’isola delle torri, Giovanni Lilliu e la Sardegna nuragica e Sulle tracce dei ghiacciai: Alaska, Caucaso, Karakorum, e nella sezione di Preistoria con la seguente cadenza:

     

    ore 10.00: visita nella sezione di Preistoria (a cura dell’archeologa Laura Salaris)

    ore 10.00: visita alla mostra Sulle tracce dei ghiacciai: Alaska, Caucaso, Karakorum (a cura di Fabiano Ventura, curatore della mostra e autore delle fotografie attuali)

     

    ore 10.30: visita nella sezione di Preistoria (a cura dell’archeologo Antonello Sanna)

     

    ore 11.00: visita nella sezione di Preistoria (a cura dell’archeologa Laura Salaris)

    ore 11.00: visita alla mostra Sulle tracce dei ghiacciai: Alaska, Caucaso, Karakorum (a cura di Fabiano Ventura, curatore della mostra e autore delle fotografie attuali)

     

    ore 11,30: visita alla mostra L’isola delle torri, Giovanni Lilliu e la Sardegna nuragica (a cura dell’archeologo Antonello Sanna)

     

    Costo: 2 euro a persona, nel caso si segua un’unica visita.

    3 euro a persona nel caso se ne seguano due.

    Un bambino accompagnato da un adulto non paga la visita.

     

     

    La Sardegna nuragica tra identità e alterità: un processo di formazione

    Domenica 8 marzo 2015, ore 10:30 - Sala conferenze

    Intervento di Michela Migaleddu, introduce Alessandra Serges (Museo Pigorini)

    La Cultura nuragica si costruisce attraverso un articolato processo di formazione che vede l'incontro di manifestazioni prettamente locali con “altre” esterne all'Isola che, attraverso interazioni, intrecci ed osmosi hanno costruito una identità che si nutre di differenze che a loro volta costituiscono parte intrinseca della identità stessa.  Allo stesso modo in cui il processo di formazione di identità personale si può distinguere nelle componenti di identificazione, individuazione, imitazione e interiorizzazione.

    Lo sguardo dell'archeologo, attraverso la lettura dei dati, consente di leggere nell'arco del tempo la nascita di intrecci che fanno dell'identità una costruzione dinamica, frutto di esperienze condivise e di aperture verso gli altri. Così la Civiltà nuragica, lungi da essere monolite isolato, si è aperta e confrontata, lungo l'arco dei secoli, con gli egei, i micenei, i mercanti ciprioti, fenici e del vicino oriente, stringendo rapporti, assimilando, influenzando, i popoli che gravitavano nel Mediterraneo. Ha integrato le proprie radici, risalenti al Paleolitico inferiore, con l'apporto del nuovo, trasformandosi ed evolvendosi, fino alle fasi cartaginesi e poi romane.

    In queste vicende sociali e culturali complesse, anche la figura femminile ha seguito una profonda trasformazione, reale e simbolica, che si è espressa nelle manifestazioni culturali susseguitesi dal Neolitico al Nuragico. Nella giornata dell'otto marzo, data della conferenza, è d'obbligo un excursus attraverso i dati dell'archeologia sarda che esplicitino questi passaggi.

     

     

    La mostra L’isola delle torri

    Sabato 14, ore 16,30-17,30

    Visita guidata alla mostra L’isola delle torri, Giovanni Lilliu e la Sardegna nuragica

    a cura di Antonello Sanna, archeologo dell’Associazione Amici del Pigorini

     

    Prenotazione obbligatoria (la visita si effettuerà con un minimo di 10 partecipanti).

    Costo: 5 €. È necessario pagare il biglietto di ingresso al Museo (6 €).

     

     

    Il Museo per le famiglie

    Sabato 21, ore 15,30-17,30

    Laboratorio A passeggio nell’evoluzione

    a cura di Prisca Solaini, archeologa dell'Associazione Amici del Museo Pigorini.

     

    Prenotazione obbligatoria (il laboratorio si effettuerà con un minimo di 8 partecipanti)

    Costo: 10 €(un adulto e un bambino), 13 €(un adulto e due bambini)

    È necessario pagare il biglietto di ingresso al Museo (6 €).

     

     

     

    Chi visiterà il bookshop del Museo in occasione delle attività del mese di febbraio potrà usufruire di uno sconto del 10% sugli acquisti.

     

    INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:

    tel. 06 5917319 (dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13)

    didattica@amicidelpigorini.it

  • Attività di febbraio

    Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini

     

    Febbraio al Museo Pigorini

     

    La prima domenica del mese in Museo

    Domenica 1, ore 10 e ore 11

    Gli archeologi e i geologi dell'Associazione Amici del Pigorini offriranno ai visitatori un servizio di visite guidate alle mostre ospitate nel Museo: L’isola delle torri, Giovanni Lilliu e la Sardegna nuragica e Sulle tracce dei ghiacciai: Alaska, Caucaso, Karakorum, e nella sezione di Preistoria con la seguente cadenza:

     

    ore 10.00: visita nella sezione di Preistoria (a cura dell’archeologo Antonello Sanna)

    ore 10.00: visita alla mostra Sulle tracce dei ghiacciai: Alaska, Caucaso, Karakorum (a cura del geologo Fabio Catino)

     

    ore 11.00: visita alla mostra L’isola delle torri, Giovanni Lilliu e la Sardegna nuragica (a cura dell’archeologo Antonello Sanna)

    ore 11.00: visita alla mostra Sulle tracce dei ghiacciai: Alaska, Caucaso, Karakorum (a cura del geologo Fabio Catino)

     

    Costo: 2 euro a persona, nel caso si segua un’unica visita.

    3 euro a persona nel caso se ne seguano due.

    Un bambino accompagnato da un adulto non paga la visita.

     

     

    Il Museo per le famiglie

    Sabato 14, ore 15,30-17,30

    Laboratorio Cibo del qui e dell’altrove

    a cura di Antonella Sciancalepore, archeologa dell'Associazione Amici del Museo Pigorini.

     

    Prenotazione obbligatoria (il laboratorio si effettuerà con un minimo di 8 partecipanti)

    Costo: 10 euro (un adulto e un bambino), 13 euro (un adulto e due bambini)

    È necessario pagare il biglietto di ingresso al Museo (6 euro).

     

     

    La mostra Sulle tracce dei ghiacciai: Alaska, Caucaso, Karakorum

    Sabato 21, ore 16,30-17,30

    Visita guidata alla mostra Sulle tracce dei ghiacciai: Alaska, Caucaso, Karakorum

    A cura di Fabio Catino, geologo dell’Associazione Amici del Pigorini

     

    Prenotazione obbligatoria (la visita si effettuerà con un minimo di 10 partecipanti).

    Costo: 5 euro. È necessario pagare il biglietto di ingresso al Museo (6 euro).

     

     

    La densità delle cose. Oggetti ambasciatori tra Oceania e Europa

    Mercoledì 18 febbraio 2015, ore 16,30

    "La densità delle cose. Oggetti ambasciatori tra Oceania e Europa", a cura di Anna Paini e Matteo Aria, con interventi di Ugo Fabietti (Università Milano Bicocca), Marco Biscione (Museo L. Pigorini).

     

    I contributi del volume offrono spunti di riflessione e suggestioni sulle tematiche legate al patrimonio e ai processi di patrimonializzazione cercando di far dialogare le prospettive provenienti dall’Oceania e gli studi sul patrimonio in Italia.

    Tra le articolate posture nei confronti del proprio patrimonio sviluppate dalle popolazione native, la visione di “oggetti ambasciatori” – proposta dai kanak della Nuova Caledonia – profila un terzo spazio che dà la possibilità di pensare in termini di pratiche e spazi di condivisione. Essa infatti concepisce gli oggetti del passato, oggi custoditi nei musei occidentali, non solo come testimoni di una storia di incomprensioni e sopraffazioni, ma anche come messaggeri di altre narrazioni, che raccontano frammenti dell’articolato incontro/scontro tra francesi e popolazione locale, evidenziando gli scambi, i malintesi e le costanti risemantizzazioni. Essa permette ai kanak di narrare attraverso gli oggetti storie non egemoniche e di attivarsi in una prospettiva di mediazione.

     

     

    La mostra L’isola delle torri

    Sabato 28, ore 16,30-17,30

    Visita guidata alla mostra L’isola delle torri, Giovanni Lilliu e la Sardegna nuragica

    a cura di Antonello Sanna, archeologo dell’Associazione Amici del Pigorini

     

    Prenotazione obbligatoria (la visita si effettuerà con un minimo di 10 partecipanti).

    Costo: 5 euro. È necessario pagare il biglietto di ingresso al Museo (6 euro).

     

    Chi visiterà il bookshop del Museo in occasione delle attività del mese di febbraio potrà usufruire di uno sconto del 10% sugli acquisti.

     

    INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI:

    tel. 06 5917319 (dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13)

    didattica@amicidelpigorini.it

  • Seminario di archeozoologia

    Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini

     

    Seminario di Archeozoologia

     

    L’archeozoologia per la ricostruzione del quadro economico-ambientale dell'Italia padana nell'età del bronzo

     

     

     

    Ore 10.00 - Umberto Tecchiati (Ufficio Beni Archeologici Provincia autonoma di Bolzano)

    Archeozoologia dell'antica e media età del bronzo in area alpina: i casi di Nössing e Sotciastel.

     

    Ore 10.30 - Ursula Thun Hohenstein, Marco Bertolini (Università degli Studi di Ferrara)

    Sfruttamento e gestione delle risorse animali tra la media pianura veronese ed il basso Polesine durante l'età del Bronzo.

     

    Ore 11.00 - Jacopo De Grossi Mazzorin (Università del Salento)

    Palafitte lombarde e terramare emiliane: la gestione animale nell’età del Bronzo dell’Italia padana

     

    Ore 11.30 - Elena Maini, Antonio Curci (Università di Bologna)

    Lo sfruttamento delle risorse animali nella Romagna dell’età del Bronzo.

     

     

Ministero per i Beni e le attività Culturali. Vai al sito

Piazza Guglielmo Marconi, 14 - 00144 Roma E.U.R. - +39 06 549521 - fax +39 06 54952310 - mail