Museo delle Civiltà

Arte Preistorica

Il Paleolitico. Cacciatori e raccoglitori

 

In Africa i primi strumenti prodotti dall’uomo risalgono a ca.

2.500.000 anni, mentre in Europa non vanno oltre 1.000.000 - 800.000 anni. Per questo si ritiene che Homo erectus sia giunto nel nostro continente solo verso la fine del Pleistocene inferiore; in Italia le industrie su ciottolo e su schegge riferibili alla “fase arcaica” del Paleolitico inferiore sono documentate da pochi, anche se importanti, ritrovamenti che diventano più frequenti intorno a 700.000 anni.

 

Tra 600.000-500.000 anni da oggi le testimonianze diventano più numerose e mostrano una sempre più larga diffusione di industrie su scheggia e di industrie con bifacciali, i manufatti caratteristici dell’Acheuleano. Questa tecnologia litica, la più nota e meglio conosciuta del Paleolitico inferiore, perdurerà fino alla fine del Pleistocene medio e della glaciazione rissiana (intorno a 130.000 anni).

 

All’Acheuleano superiore appartengono numerosi siti esplorati poco a Nord di Roma lungo la via Aurelia: Malagrotta, Torre in Pietra (livello m), Castel di Guido; gli ultimi due insediamenti, topograficamente e cronologicamente poco distanti tra loro (intorno a 300.000 anni fa), sono presenti nell'esposizione.

 

Ai manufatti litici – le caratteristiche amigdale, choppers (strumenti su ciottolo) e strumenti su scheggia in calcare e selce – si affiancano, a Castel di Guido, bifacciali e altri strumenti in osso, che testimoniano l’utilizzazione di questo materiale, documentata anche in altri siti laziali.

Da Castel di Guido provengono anche resti scheletrici degli uomini che frequentarono il sito. Questi sono riferibili a Homo erectus con alcuni caratteri evoluti in senso neandertaliano.

Il popolamento del Lazio è ben documentato anche da altri ritrovamenti di fossili nei quali è possibile seguire l’evoluzione del genere Homo.

 

Ai Neandertaliani “arcaici” sono riconducibili i due celebri crani rinvenuti a Roma nella cava di Saccopastore (ca. 100.000 anni); le loro particolarità morfologiche li differenziano dai Neandertaliani “classici” di età würmiana ben rappresentati dal cranio, eccezionalmente conservato, rinvenuto sulla paleosuperficie della Grotta Guattari sigillata da un crollo intorno a 50.000 anni fa, una delle più note grotte del promontorio del Circeo.

 

All’uomo di Neandertal è associato il Musteriano, un complesso di industrie su scheggia del Paleolitico medio distinto in diverse facies. Nella produzione litica si sviluppano alcuni aspetti già presenti nell'Acheuleano, come ad esempio l’utilizzazione della tecnica Levallois, che permetteva di predeterminare la forma delle schegge, e la realizzazione di strumenti tipologicamente meglio definiti tra i quali particolarmente frequenti sono i raschiatoi. Una facies del Musteriano, diffusa nel Lazio costiero e ben documentata nelle grotte del Monte Circeo, è il Pontiniano caratterizzato dall'utilizzazione, come materia prima, di ciottoli silicei di piccole dimensioni.

 

Nel corso del Paleolitico superiore, che occupa la seconda parte della glaciazione würmiana (ca. 35.000-9.500 anni fa), l’uomo anatomicamente moderno completa il popolamento di tutti i continenti. Numerosi rinvenimenti documentano una complessità culturale senza precedenti.

 

Le industrie litiche evidenziano l’abilità tecnica raggiunta nella produzione di lame per un migliore sfruttamento della materia prima e nella lavorazione di numerosi tipi di strumenti destinati a diverse attività (bulini, grattatoi, strumenti a dorso) mentre l’osso viene utilizzato per realizzare punteruoli, zagaglie, arponi ed aghi di accurata fattura. Il culto dei morti è testimoniato da sepolture con corredi costituiti da strumenti e, a volte, da oggetti di ornamento personale, che denotano l’esistenza di un mondo concettuale e simbolico e di un gusto estetico ben documentato anche dalla comparsa e dallo sviluppo delle manifestazioni artistiche.

L’arte nella Preistoria

 

Dal tempo della sua scoperta, all’inizio del secolo scorso, l’arte preistorica è stata interpretata nei modi più vari: arte per arte, totemismo, magia propiziatoria, sciamanismo.

 

A prescindere dalla sua utilizzazione più o meno pratica, la funzione principale dell’arte, di quella preistorica come di quella moderna, è indubbiamente la comunicazione.

 

L’arte traduce in simboli l’ideologia e la società secondo paradigmi universali, archetipici, costituendo una forma di pre-linguaggio e di pre-scrittura, utile a relazionare il gruppo umano che la esprime al suo interno e con il resto del mondo, terreno e ultraterreno.

 

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