Museo delle Civiltà

Museo Nazionale Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini"

Il Museo

 

 

Grande o modesto, nazionale o locale, pubblico o privato, il museo deve interrogarsi sulla sua vocazione, sullo sviluppo delle sue collezioni e del suo pubblico, sul suo ruolo nella città o nella regione, sul suo posto sulla scena nazionale e internazionale. In breve, il museo, ogni museo, deve definire la sua missione, il suo progetto culturale.

 

Nonostante le difficoltà incontrate nel corso delle travagliate e decennali vicende riguardanti la propria vita istituzionale, si può affermare che il Museo Nazionale Preistorico Etnografico abbia trovato una sua identità proprio nella ricchezza di esperienze, nella dialettica, anche a volte conflittuale, tra i diversi discorsi disciplinari rappresentati nell'Istituto ed offerti all'utenza. In tal senso, il Museo è venuto precisando e aggiornando anche il proprio progetto culturale, stabilendo oggi nei seguenti termini la sua missione istituzionale:

 

Il Museo Nazionale Preistorico Etnografico è un'istituzione pubblica al servizio della società multiculturale e del suo sviluppo civile che fa ricerca, assicura la salvaguardia e promuove la comunicazione, a fini conoscitivi, educativi e ricreativi, del patrimonio materiale e immateriale d'interesse paletnologico ed etnoantropologico.

 

 

Prima relazione di Luigi Pigorini a S.E il Ministro della Pubblica Istruzione (Bollettino Ufficiale del Ministero P.I. 1881, p. 488 segg.).

 

Il Museo è diviso in due grandi classi, la preistorica e l’etnografica. Comprende la prima quanto nelle provincie italiane e nelle contrade estere lasciarono le varie genti, dall’età archeolitica al chiudersi della prima età del ferro. Nell’altra ammirasi ciò che fabbricano od usano famiglie viventi, rimaste quali più, quali meno in condizioni di civiltà inferiori alla nostra, a partire dallo stato selvaggio. E la ragione del parallelo fra le due classi sta in ciò, che nella infinita varietà di usi e costumi di popoli meno civili di noi, trovasi oggi ancora l’immagine del nostro passato più lontano, la spiegazione della maniera di vita e dei processi industriali delle popolazioni preistoriche.

Ognuna delle due classi ha suddivisioni, sicché nella etnografica sono gli oggetti distribuiti geograficamente, mentre nella preistorica lo sono secondo le età e secondo i luoghi. Era qui necessario separare innanzi tutto le antichità di una delle età primitive da quelle dell’altra; appresso per ogni età classificare gli oggetti topograficamente o geograficamente, premettendo gli italiani a quelli esteri. In seguito occorreranno altre suddivisioni, che meglio rispondano alle conclusioni della scienza, ma nel porvi mano importa che il materiale scientifico aumenti, e sia quindi necessaria e possibile più completa classificazione.

 

Luigi Pigorini

 

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