Museo delle Civiltà

Oceania

 

Responsabile: Carlo Nobili

 

Il termine Oceania indica convenzionalmente un’area della

 

Il quinto continente è costituito da migliaia di isole disperse nell’Oceano e dalla grande massa continentale dell’Australia. Le terre emerse sono raggruppate in grandi aree geografiche: la Polinesia, la Micronesia, la Melanesia e l’Australia.

L’Oceania è abitata da genti di origini, lingue e culture molto diverse.

 

Il percorso espositivo si articola in sei diverse sezioni tematiche.

 

Case degli uomini, case degli spiriti

 

La Nuova Guinea è stata una delle ultime regioni della terra ad essere stata esplorata e tuttora alcuni gruppi delle zone interne hanno contatti molto rari con il mondo esterno.

La “casa degli uomini” (haus tambaran) è il centro della vita sociale e religiosa di molte popolazioni della Nuova Guinea. L’accesso a questi edifici è riservato agli adulti di sesso maschile; all’interno vi sono conservanti gli oggetti sacri, le immagini degli antenati e degli spiriti, i crani dei nemici uccisi. La maggior parte delle cerimonie religiose, soprattutto i riti di iniziazione, si svolgono all’interno delle “case degli uomini”.

Le haus tambaran sono delle grandi capanne a due piani che possono arrivare fino a 15 m di altezza e a 40 m di lunghezza. L’architettura di questi edifici riflette l’organizzazione sociale e religiosa del gruppo; ognuno dei clan del villaggio ha un suo spazio all’interno della casa degli uomini.

 

Arte e società

 

Gli abitanti degli arcipelaghi ad est della Nuova Guinea sono collegati in un complesso sistema rituale di scambi chiamato kula. Nel corso di questi scambi le traversate tra le isole vengono compiute con delle grandi canoe cerimoniali. Queste canoe a bilanciere, lunghe fino a 12 metri, hanno alle estremità delle tavole di legno scolpito e dipinto. La decorazione di queste tavole ha un contenuto simbolico estremamente complesso; i singoli elementi decorativi incisi e dipinti sulle tavole esprimono i valori estetici e quelli associati alla mitologia e al rituale. Le tavole sono opera di artisti che godono di un elevato prestigio sociale.

 

La competizione per il potere

 

Nelle società degli arcipelaghi delle Isole Salomone e della Nuova Caledonia la figura di maggior rilievo è quella del “big man”, il capo della comunità. La carica non è ereditaria, ma viene conquistata con una dura competizione basata sulla ricchezza e sul prestigio, sulle capacità oratorie, sull’abilità nella caccia alle teste. L’arrivo degli europei, con l’introduzione delle armi da fuoco e di beni di prestigio, ha alterato il tradizionale equilibrio dei poteri scatenando violenti conflitti tra i capi più ambiziosi.

 

Il culto degli antenati

 

Il culto degli antenati è la forma di espressione religiosa più comune tra le popolazioni dell’Oceania. In Nuova Irlanda, un’isola al largo delle coste settentrionali della Nuova Guinea, questo culto assume forme particolarmente rilevanti. Per commemorare i defunti si tengono periodicamente dei cicli di cerimonie (chiamate malagan) che culminano con l’esibizione di danzatori mascherati davanti alle grandi sculture che rappresentano gli spiriti degli antenati e gli spiriti della foresta. La festa è anche un’occasione per rinsaldare i vincoli all’interno dei gruppi di parentela e per aumentare il prestigio e il potere del clan che organizza la cerimonia.

 

La sacralità del potere

 

Le società polinesiane, erano divise secondo una rigida struttura gerarchica.

Il potere della classe sociale più elevata, l’aristocrazia, era determinato dall’origine divina dei suoi membri e dalla “quantità” di potere divino (mana) posseduto; il capo era colui che possedeva più mana. Il potere divino diminuiva con il passare delle generazioni, e veniva mantenuto con un’accorta strategia matrimoniale tra le persone di rango più elevato.

Gli aristocratici esibivano una serie di insegne di rango, costituite da ornamenti, oggetti cerimoniali e tatuaggi che contenevano l’essenza vitale del proprietario ed erano partecipi del suo mana.

 

L’uomo e la terra

 

Secondo gli aborigeni australiani tutti gli esseri viventi sono legati al loro territorio le cui caratteristiche morfologiche (le colline, le rocce, le anse dei fiumi, ecc.) sono le “tracce mitiche” degli esseri ancestrali. Questi esseri sono diventati gli elementi del paesaggio nei quali è ora presente il loro spirito. L’individuo e il suo gruppo di parentela hanno quindi un profondissimo legame con il territorio: un vincolo spirituale unisce l’uomo e la terra sin dalla nascita e per sempre. Questo vincolo profondo e inscindibile è rappresentato attraverso le pitture su corteccia, le maschere, gli scudi dipinti e la pittura corporale.

La colonizzazione europea ha radicalmente modificato le culture dei popoli dell’Oceania.

In Australia gli aborigeni sono stati costretti ad abbandonare le terre ancestrali e il modo di vita tradizionale; costituiscono attualmente la fascia più povera della società australiana con gravi problemi di disgregazione sociale e alcoolismo. La politica di autodeterminazione avviata in anni recenti ha promosso un coinvolgimento sempre maggiore delle comunità aborigene nella vita politica del Paese e nella gestione della propria autonomia.

I popoli della Melanesia hanno mantenuto la vitalità delle loro culture. Le società e i modi di vita sono stati modificati ma non completamente stravolti dal dominio coloniale e dall’attività dei missionari.

In Polinesia le culture tradizionali sono state quasi completamente cancellate nel secolo XIX e le popolazioni indigene decimate dalle malattie. Molti degli arcipelaghi polinesiani appartengono a nazioni come gli Stati Uniti, la Francia, l’Australia.

 

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