Museo delle Civiltà

Quando, come, perché.

I metodi per lo studio del passato

 

Quando si parla di preistoria dell’uomo l’immaginario collettivo corre ad alcune domande di grande fascino: quali ad esempio l’origine biologica della specie umana, lo sviluppo delle prime attività di carattere culturale, il controllo della forza distruttrice del fuoco, il significato dell’arte delle caverne.

 

Chi si accosta ad un museo preistorico ha modo di immergersi in questa realtà complessa e trovare qualche risposta.

 

Attraverso l’esposizione di quella che gli specialisti chiamano “cultura materiale”, l’insieme dei manufatti che caratterizza un particolare gruppo umano, il visitatore viene posto di fronte ad una trama, talvolta fragile e incerta, di date e sequenze culturali che variano di luogo in luogo. Il passato si frantuma così in una miriade di storie locali.

 

Storie che, senza il supporto delle fonti scritte, appaiono prive di eventi memorabili e di grandi personaggi.

 

Quale prodigiosa macchina del tempo consente agli studiosi di avvicinare, in maniera del tutto particolare, un passato muto, anonimo e lontano?

 

La sezione espositiva Quando, come, perché. I metodi per lo studio del passato cerca di mettere a nudo gli ingranaggi di questa straordinaria macchina concettuale per illustrare al  pubblico in modo unitario, conciso e stimolante, i diversi aspetti disciplinari della ricerca preistorica.

 

Paletnologia, paleodemografia, paleobiologia umana, archeozoologia, archeobotanica, geoarcheologia, ecc., rappresentano i nuclei tematici di un discorso didattico-divulgativo che, sul piano espositivo, si sviluppa lungo due percorsi paralleli, strettamente legati.

 

Da un lato il percorso espositivo si concretizza in una suggestiva ambientazione che riproduce fedelmente, sulla base di modelli in scala reale, diverse situazioni di scavo archeologico:

 

Si è voluto mettere in evidenza in questo modo l’importanza dello scavo come uno dei momenti fondamentali delle ricerche volte ad indagare l’affascinante passato dei nostri antenati, sottolineando inoltre il suo valore di esperimento irripetibile – perché “distruttivo” – e perciò da affrontare con estrema perizia ed accuratezza.

 

Dall’altro lato il visitatore si trova immerso in una sorta di ipertesto, ricco di immagini di forte impatto comunicativo, strutturato sui tre livelli.

 

Al livello più alto trovano posto il nome delle discipline e dei concetti fondamentali, che campeggiano al di sopra di pannelli descrittivi, lungo una fila continua di grandi striscioni.

 

Quest’area si presenta, quindi, come introduttiva alle sezioni sull’evoluzione umana (Homo. La storia naturale), sul Paleolitico (Cacciatori e raccoglitori) e dal Neolitico all’età dei metalli (Dal villaggio alle città), con la particolare finestra su "Un tuffo nel passato", una approfondita indagine sui resti del villaggio neolitico de "La Marmotta" al lago di Bracciano (Anguillara, Roma).

 

Quando, come, perché, viene dunque ad integrare un discorso museale che per completezza degli argomenti trattati e ampiezza degli spazi espositivi appare come la punta più avanzata della divulgazione preistorica in Italia.

 

Ministero per i Beni e le attività Culturali. Vai al sito

Piazza Guglielmo Marconi, 14 - 00144 Roma E.U.R. - +39 06 549521 - fax +39 06 54952310 - mail